LO storico gioiello verde della pineta di via di Villa Massimo, dove da sempre hanno giocato i bambini del quartiere, riaprirà dopo quattro anni di chiusura, con le sue giostre dello Spettacolo Viaggiante e un punto ristoro. «Finalmente annuncia la presidente del II Municipio, la dem Francesca Del Bello il 18 novembre scorso il Campidoglio ha delegato a noi la gestione dei sette ettari del Parco De Meo, all'angolo con via Ravenna, ed ora stiamo predisponendo un progetto da sottoporre alla Soprintendenza per poterlo riconsegnare in particolare ai più di cinquecento piccoli allievi della scuola materna ed elementare vicina e agli abitanti della zona di piazza Bologna, per i quali da sempre è stato un luogo dove ritrovarsi». E così è vicina la soluzione per una vicenda che per anni, tra ricorsi al Tar e matasse burocratiche inestricabili, ha relegato questa isola di prati e alberi nel dimenticatoio. Tutto comincia tra la fine degli anni Novanta e il Duemila, quando il Comune assegna a due gestori l'area per farne un punto verde per l'infanzia, con una giostra e uno spazio di ristorazione, mediante una concessione che scade nel 2022, in cambio della manutenzione dei preziosi ettari che si incastonano tra i palazzi e i villini. Nel corso del tempo però il giostraio si dedica ad un'altra attività e l'altro gestore rileva tutto il progetto, che fu approvato dal dipartimento e dal municipio nel 2010. Ma dopo un lungo ping pong di appelli al tribunale amministrativo di comitati di cittadini, motivati da lavori definiti "abustivi", il Consiglio di Stato lo scorso febbraio ha emesso la sua sentenza, da cui è emerso che sui sette ettari grava un vincolo paesistico, in quanto è un'area di risulta dell'antica villa Massimo, nel tempo smembrata dalle tante lottizzazioni fatte dai proprietari. E come tale, essendone un'ultima testimonianza, deve essere tutelata. Dunque tutto deve ripartire da capo, assumendo il parere della soprintendenza, che adesso ha chiesto un piano complessivo da definire con un'accurata ricerca di tipo storico, in modo che la zona, che da sempre ospita le giostre, non venga alterata ma si mantenga intatta. «In breve porteremo a termine il progetto necessario conclude la Del Bello e riapriremo il parco, cosa che per me è una priorità assoluta, a vantaggio soprattutto dei bambini». Il 20 febbraio dell'anno scorso, dopo la sentenza del Consiglio di Stato e il pronunciamento della Soprintendenza paesistica, ventidue comitati dei cittadini avevano scritto all'ex minisindaco Giuseppe Gerace e alla sua giunta. Un lunga lettera, nella quale gli abitanti chiedevano «di procedere tempestivamente al ripristino della legalità per la pineta di villa Massimo, un bene comunale di alto pregio paesaggistico, vincolato fin dal 1927; di liberare il giardino pubblico dai manufatti realizzati senza concessione edilizia con un immediato ritorno a come era prima e di provvedere con urgenza alla riqualificazione, riapertura e riconsegna dell'intero giardino pubblico alla cittadinanza, ripristinando lo stato dei luoghi».