Comunicato dell'API (Archeologi Pubblico Impiego MiBACT Altro giro, altra corsa Proprio nel momento in cui la faticosa riorganizzazione del MiBACT, iniziata nell'agosto 2014 e proseguita fino al 2016 a colpi di (quattro diversi) decreti ministeriali, sembrava finalmente essere giunta a compimento, ecco spuntare tra le pieghe della manovra finanziaria 2017 una nuova sorpresa, esattamente come avvenne per la finanziaria 2016: l'emendamento 5-bis all'art. 61, approvato in zona Cesarini alle 20.45 del 22 novembre 2016 dalla Commissione Bilancio, immediatamente prima che il testo definitivo venisse inviato all'esame delle aule parlamentari, trasformato nel passaggio alla Camera dei Deputati in comma 432 dell'art. 1). Il testo, che merita di essere riportato per esteso quale fulgido esempio di antiburocratese e semplificazione normativa, recita: "Ai fini della razionalizzazione della spesa del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dell'efficientamento delle modalità di bigliettazione degli istituti e luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale, le Soprintendenze speciali di cui all'articolo 30, comma 2, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, si adeguano, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, agli standard internazionali in materia di musei e luoghi della cultura, di cui all'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono apportate, con le modalità di cui all'articolo 1, comma 327, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le necessarie modificazioni al decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo del 23 gennaio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'11 marzo 2016, nei limiti delle dotazioni organiche del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di cui alle tabelle A e B allegate al citato regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 171 del 2014". Superato lo sconcerto iniziale nell'apprendere che proprio i siti archeologici più visitati d'Italia l'area archeologica di Pompei, il Colosseo e l'area archeologica centrale di Roma non sono adeguati agli standard internazionali in materia di musei e luoghi della cultura, uno sguardo alla relazione all'emendamento e al decreto-legge citato rivela che tale adeguamento consisterebbe principalmente nelle modalità di selezione dei direttori, reclutati con bando internazionale anziché all'interno dell'Amministrazione. Molto rumore per nulla? Non esattamente, perché sul piatto della bilancia ci sono i redditizi introiti delle due Soprintendenze. Anche se la modalità di redistribuzione degli incassi alla quale mira questa ennesima riorganizzazione del MiBACT non è proprio del tutto chiara, come testimonia il fatto che mentre il Corriere della Sera del 25 novembre titolava "Colosseo, i soldi mai più a Roma: i 60 milioni di incassi al ministero", il sottotitolo dell'articolo di Francesco Erbani pubblicato su Repubblica il giorno successivo recitava "L'area archeologica centrale verso l'autonomia: avrà un superdirettore e i suoi incassi non saranno più redistribuiti". In attesa di scoprire quale strada prenderanno gli introiti delle aree archeologiche di Pompei e del Colosseo e, quindi, quale sia l'esatta finalità dell'emendamento introdotto in Finanziaria, resta il fatto che questa norma - oltre ad intervenire con quello che potrebbe essere definito un vero e proprio accanimento terapeutico su strutture ministeriali estenuate da un processo di riorganizzazione che dura ininterrottamente da due anni e mezzo sembrerebbe tradire una sorta di improvvisazione e superficialità nel mettere mano alla riforma della delicata macchina ministeriale. Come dimenticare infatti che confini, competenze e funzioni delle due Soprintendenze Speciali erano state definite meno di otto mesi fa, all'interno del decreto ministeriale del 9 aprile 2016? Intanto, l'ambigua formulazione del testo lascia aperti molti interrogativi. Il più importante è quello relativo al destino, dopo lo spacchettamento del Colosseo e dell'area archeologica centrale (che segue a ruota quello del Museo Nazionale Romano e dei parchi archeologici di Ostia e dell'Appia antica), dell'immenso patrimonio archeologico, architettonico, storico-artistico del centro monumentale di Roma: costituirà una nuova, mini-Soprintendenza intra moenia? Oppure verrà riaccorpato alla Soprintendenza extra moenia, dalla quale è stato chirurgicamente separato neppure quattro mesi fa? E quali ulteriori nuove frammentazione degli archivi e ri-ri-organizzazione del personale faranno seguito a questa ennesima contro-post-riforma? E i criteri che presiederanno alla selezione dei superdirettori di Pompei e del Colosseo saranno limitati alla valutazione dell'esperienza nel campo della valorizzazione (come è accaduto per i direttori dei 20 musei e parchi autonomi finora nominati) o terranno conto anche delle competenze necessarie all'esercizio delle delicate funzioni di tutela che implica la gestione di un patrimonio culturale ricco quanto fragile? E, infine, di quali ulteriori novità è foriero l'ultimo, sibillino periodo dell'emendamento, relativo alla modifica del decreto ministeriale del 23 gennaio 2016, che da meno di un anno ha completamente ridisegnato la struttura degli uffici centrali e periferici del MiBACT, tuttora impantanati nel lungo e difficile processo di riorganizzazione? Confidiamo nel fatto che almeno il legislatore conosca le risposte a queste domande e che, prima o poi, si degni di renderle note a chi queste magnifiche e, indubbiamente, assai progressive riforme si trova, con estrema difficoltà e nella pressoché totale assenza di indicazioni, ad applicarle nella realtà quotidiana. il Presidente, dott. Italo M. Muntoni 5 dicembre 2016
Soprintendenze speciali: Altro giro, altra corsa
Il testo descrive un emendamento introdotto in Finanziaria 2017 che mira a razionalizzare la spesa del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. La norma prevede l'adesione delle Soprintendenze speciali di Pompei e del Colosseo agli standard internazionali in materia di musei e luoghi della cultura, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Tuttavia, l'emendamento lascia aperti molti interrogativi, come il destino dell'immenso patrimonio archeologico del centro monumentale di Roma e le modalità di selezione dei superdirettori di Pompei e del Colosseo.
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