«E' una vera vergogna! A diciotto giorni dal ponte pasquale, al centro di prenotazione nessuno è in grado di dirmi se i musei statali fiorentini (Uffizi, Accademia, Bargello, eccetera) saranno aperti o meno». Come i pollini, le proteste primaverili si diffondono via etere. Potenziali turisti, tour operator, visitatori e pellegrini che ancora non vengono informati "se" e "quanto" saranno aperti quei musei e quelle gallerie che fanno di Firenze una grande città. Ma, soprattutto, non riescono a prenotare. « Si tratta di un problema nazionale», spiegano gli addetti ai lavori, impegnati in questi giorni in febbrili trattative con i sindacati di categoria. «Non è colpa nostra, ma della Soprintendenza, che non ha mandato nessuna comunicazione scritta», si stringono nelle spalle al centro prenotazioni di Opera-Firenze Musei, che gestisce il servizio di prenotazione. «Noi diamo per scontato che i musei siano aperti (e lo saranno certamente il 21 aprile); ma, per quanto riguarda il giorno di Pasqua, andiamo sull'esperienza degli anni passati riprende la signorina comportandoci come se musei e gallerie fossero aperti al pubblico, senza prendere le prenotazioni.». E le richieste, ci sono? «Sì, e tantissime conclude ma prenotiamo solo per il lunedì di Pasquetta. Gli altri? Richiameranno...», nemmeno fosse facile trovare il telefono libero. Nel frattempo, le trattative mettono al peggio. I custodi chiedono gli arretrati del 2002 e c'è polemica anche sul fronte del progetto di privatizzazione. Aperture fortemente a rischio, dunque, per Pasqua e Pasquetta, a Firenze come a Napoli e Cosenza; partono le agitazioni del personale e Pasqua si preannuncia senza musei. A minacciare la serrata sono gli autonomi della Flp-Usae che in una lettera inviata al ministero per i Beni e le attività culturali chiedono «l'immediata liquidazione dei compensi per le aperture straordinarie del 2002». La lettera dell'Usae è accompagnata da centinaia di firme raccolte nei musei di mezza Ita Ha: Firenze, Napoli, ma anche Cosenza, Caerta e Roma. La voce è una: «Senza i soldi del 2002 non si apriranno i musei ne il 20, né il 21 aprile La rabbia dei lavoratori è sacro santa dichiara il segretario generale del Pubblico impiego Usae, Marco Carlomagno Non si può pensare di chiedere al personale di lavorare in più se poi non ci sono soldi neanche per pagare le aperture straordinarie dello scorso anno». «Mancano all'appello milioni di euro per pagare anche la produttività, turnazioni festive e feriali ed altre competenze accessorie addirittura dal 1998», confidano gli autonomi. Ma le agitazioni vanno oltre. E' di questi giorni la notìzia di un disegno di legge che regolamenta gli ambiti di intervento della polizia privata fissando i criteri di professionalità. I cosiddetti "vigilantes" diventerebbero veri e pro-pri operatori della sicurezza con compiti operativi più ampi. «Questo significa aggiunge Carlomagno che presto nei nostri musei vedremo i vigilantes. Alla Difesa già sono partite le gare d'appalto per l'affidamento dei servizi di vigilanza a società private senza tener conto del personale di ruolo in sovrannumero e dei precari». «Il disegno è chiaro: si fa occupazione ma si precarizza il personale di ruolo», sintetizza il responsabile nazionale della Flp Difesa, Gaetano Sabatino.