Venerdì prossimo, 9 dicembre, alle 10, nei locali della Curia arcivescovile, l'arcivescovo Bruno Forte consegnerà a Francesco Di Gennaro, della Soprintendenza archeologia, Belle arti e Paesaggio dell'Abruzzo, copia completa dell'inventario informatizzato dei beni storici artistici dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, frutto del lavoro decennale di schedatura dell'Ufficio diocesano dei Beni culturali ecclesiastici. Sono stati inventariati 16.328 beni mobili, attualmente messi a disposizione dei parroci in quanto legali rappresentanti dei vari enti ecclesiastici. Essi possono attraverso una personale password, accedere alla banca dati della Cei e verificare, in tempo reale, i beni dichiarati di valore storico-artistico e quindi inalienabili. Tale inventariazione permette durante le calamityà naturali come i terremoti, di avere notizie dettagliate sui beni conservati nei singoli edifici sacri, favorendone il recupero e la tutela. La realizzazione di questo progetto è stata possibile grazie al contributo finanziario messo a disposizione dall'economato dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto e cofinanziato dalla Conferenza episcopale italiana.
CHIETI - La Curia presenta l'elenco delle sue proprietà
Venerdì prossimo, 9 dicembre, alle 10, nei locali della Curia arcivescovile, l'arcivescovo Bruno Forte consegnerà a Francesco Di Gennaro, della Soprintendenza archeologia, Belle arti e Paesaggio dell'Abruzzo, copia completa dell'inventario informatizzato dei beni storici artistici dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, frutto del lavoro decennale di schedatura dell'Ufficio diocesano dei Beni culturali ecclesiastici. Sono stati inventariati 16.328 beni mobili, attualmente messi a disposizione dei parroci in quanto legali rappresentanti dei vari enti ecclesiastici. Essi possono attraverso una personale password, accedere alla banca dati della Cei e verificare, in tempo reale, i beni dichiarati di valore storico-artistico e quindi inalienabili. Tale inventariazione permette durante le calamityà naturali come i terremoti, di avere notizie dettagliate sui beni conservati nei singoli edifici sacri, favorendone il recupero e la tutela. La realizzazione di questo progetto è stata possibile grazie al contributo finanziario messo a disposizione dall'economato dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto e cofinanziato dalla Conferenza episcopale italiana.
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