La lista civica "Gorizia è tua" invita il sindaco a un ruolo attivo L'assessore Ceretta: il problema è lo stabile, di proprietà privata La vicenda della soffitta di palazzo Paternolli, "fucina" del pensiero del filosofo goriziano Carlo Michelstaedter, è approdata (anche) in consiglio comunale. E, nel frattempo, la stampa nazionale torna a occuparsi del loft di piazza Vittoria, oggetto ieri di un ampio reportage de Il manifesto. A portare al centro delle discussioni in aula il destino di palazzo Paternolli è stata Rosy Tucci, capogruppo della lista civica "Gorizia è tua", che ha interrogato sul punto il sindaco Ettore Romoli e l'assessore alle Politiche giovanili, Stefano Ceretta. «Considerato che il caso Michelstaedter è arrivato anche in Senato, sulla scrivania del ministro per i Beni culturali Franceschini, grazie all'interessamento della senatrice Fasiolo, che chiede un intervento del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo», ha ricordato Rosy Tucci, «e che si parla di un nuovo romanzo e persino di un film sulla vita del filosofo, da girare a Gorizia, si chiede se questa amministrazione comunale abbia intenzione di svolgere un ruolo attivo nella valorizzazione di tale personaggio, partendo dal recupero della casa e della soffitta, nella promozione o nel sostegno di attività culturali che potrebbero essere utilizzate anche in chiave turistico-culturale per ridare linfa economica e culturale alla nostra città». Romoli e Ceretta, rispondendo alla consigliera della lista civica "Gorizia è tua", hanno spiegato che il Comune è al corrente dell'iniziativa portata avanti dalla giovane consulente filosofica sacilese Chiara Pradella e che sta cercando di fornire supporto all'intero progetto, legato però alla proprietà di un privato. L'immobiliarista Eugenio Perissutti rilevò palazzo Paternolli sette anni fa, quando l'Ater glielo impose a saldo della ristrutturazione di case di periferia. La sistemazione dell'edificio, che si trova peraltro quasi di fronte al palazzo in cui vide invece la luce Michelstaedter, costerebbe non meno di 700 mila euro. La soffitta, peraltro, versa in condizioni di marcato degrado: la porta d'ingresso - come documentato dal recente reportage dell'Espresso - giace al centro della stanza, il soffitto è profondamente lacerato, con le tegole ammassate ordinatamente in più punti del locale. Gli arredi, invece, non ci sono più: sedia, scrivania, scaffalature sono state eliminate all'atto dell'acquisizione, perché «infradiciti e ricoperti da uno spesso strato di guano. Ora mi mangio le dita», ha raccontato il proprietario del palazzo. Proprio durante il sopralluogo con il giornalista del settimanale Roberto Di Caro e la scrittrice Patrizia Finucci Gallo è emerso dai muri della soffitta un graffito raffigurante un frate, probabilmente un insegnante di liceo dello stesso Michelstaedter, come ricostruito da Pradella. Come ricordato anche nel reportage de Il manifesto, ieri in edicola, l'obiettivo finale sarebbe quello di salvare dal degrado la soffitta al terzo piano di palazzo Paternolli, trasformandola in una casa-museo dedicata al filosofo goriziano, le cui spoglie riposano al cimitero ebraico di Val di Rose, Rozna dolina, oggi oltre il confine. Un luogo, come ricordato dal giornalista del quotidiano diretto da Norma Rangeri, «che fa di diritto parte della storia nazionale. La battaglia è lunga e l'intervento delle istituzioni è un dovere», ha scritto Andrea Comincini. (chr.s.)
C'è un nuovo appello per salvare la soffitta di Michelstaedter
La lista civica "Gorizia è tua" ha invitato il sindaco Ettore Romoli a un ruolo attivo nella valorizzazione di Carlo Michelstaedter, il filosofo goriziano. La soffitta di palazzo Paternolli, dove Michelstaedter ha trascorso tempo, è stata oggetto di un ampio reportage de Il manifesto. L'assessore alle Politiche giovanili, Stefano Ceretta, ha spiegato che il Comune è al corrente dell'iniziativa e sta cercando di fornire supporto, ma la proprietà è di un privato, Eugenio Perissutti, che ha rilevato l'edificio sette anni fa. La soffitta versa in condizioni di marcato degrado e la sistemazione costerebbe 700 mila euro.
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