Pompei. «È sbagliato pensare di chiudere Pompei per salvarla da ladri, vandali e turisti saccheggiatori. Anzi, bisogna renderla città aperta, sicura e vivibile. Occorrono, dunque, più uomini, più telecamere e metal detector per proteggere la città sepolta». È la richiesta che lancia il city manager Luigi Crimaco al governo. Già all'indomani della sua nomina l'archeologo-manager ha stilato un progetto per garantire sicurezza al sito più conosciuto al mondo. Non è facile monitorare 44 ettari di museo all'aperto. Il manager, però, ci prova. Per adesso, in attesa di una risposta da Roma, utilizzerà le risorse in suo possesso. Potenzierà le telecamere, dalle attuali 111 si passerà a circa 200, e farà installare altri sensori che rilevano la presenza di estranei nelle ore notturne, in altre case importanti. «Pompei - aggiunge Crimaco - può e deve diventare una città sicura sotto tutti i punti di vista. Per sicurezza, intendo non solo la salvaguardia del sito. Bisogna garantire, soprattutto, l'incolumità dei visitatori. Monitorare i flussi delle presenze e lo stato dei luoghi». L'attuale impianto antintrusione sarà convertito in un sistema di telesorveglianza all'avanguardia che coprirà, oltre al perimetro esterno, anche tutte le case più prestigiose dell'area archeologica. La notte scorsa, intanto, gli addetti alla sorveglianza, grazie alle telecamere, hanno sorpreso un pregiudicato di Torre Annunciata percorrere via dell'Abbondanza, nei pressi della casa dei «Casti Amanti», la domus trafugata lo scorso anno. «L'aver individuato un intruso, la notte scorsa, grazie alle telecamere ci fa capire che l'utilizzo del sistema video è la strada giusta da percorrere». Accanto alla tecnologia, secondo il manager, bisogna affiancare gli uomini. «Le ronde notturne, tradizionale metodo di sorveglianza, le ritengo più efficaci ed efficienti, rispetto alla tecnologia. Per questo ho bisogno di più uomini». Gli occhi telematici, in base al piano di sicurezza della soprintendenza, presto vigileranno anche sui siti minori. Una volta completato l'intervento di ristrutturazione degli edifici demaniali di «Porta San Paolino» la sala regia, collegata con la sala operativa del commissariato pompeiano, sarà trasferita in uno degli alloggi. Il sistema di videosorveglianza, così, potrà essere esteso, anche a Ercolano, Oplonti Stabia e al museo di Boscoreale, con l'utilizzo di telecamere a circuito chiuso collegate tra loro da un impianto a fibre ottiche.