Pompei. Tombaroli, vandali, mercanti d'arte e turisti saccheggiatori: tutti impazziscono per i tesori dell'antica città sepolta dalla cenere e dai lapilli. Nessun altro luogo, oltre Pompei, offre al mondo la possibilità di visitare un'intera città antica, ricca di tesori, mosaici e affreschi, che testimoniano la vita quotidiana di un popolo di duemila anni fa. Ecco, perché, l'antica Pompei è preda di saccheggi e danneggiamenti. Alcuni furti hanno avuto una vasta eco: la scomparsa di due mosaici dalla casa dei «Casti Amanti» e la vera di pozzo sottratta dal giardino della casa dei «Ceii» nell'aprile dello scorso anno. Incursioni e danneggiameti non si contano più: si passa dall'incisione di un cuore con le iniziali dell'amata, utilizzando una chiave di un'automobile, sul meraviglioso affresco conservato nella casa della «Venere in Conchiglia» a opera di un disoccupato napoletano, ai graffiti moderni che si leggono in molte delle antiche domus. «Nel lungo elenco di deturpatori d'arte, poi, non mancano i turisti che cercano souvenir originali. L'ultimo, un giovane francese, è stato fermato all'aeroporto di Capodichino con un pezzo della città sepolta nello zaino. Per salvare Pompei i sindacati suggeriscono l'impiego di unità cinofile e la dotazione al personale di vigilanza di una pistola. «Abbiamo chiesto all'amministrazione l'adozione di sistemi di vigilanza più efficaci ed efficienti spiega Antonio Pepe, dirigente nazionale Flp Beni Culturali - Istituendo controlli agli ingressi, affidandoli direttamente ai custodi, il problema sicurezza sarebbe risolto».