Stop temporaneo ai lavori di demolizione al Teatro Politeama Garibaldi, cinque giorni dopo la visita dell'onorevole Vittorio Sgarbi - in occasione dell'inaugurazione della mostra di Aroldo Bonzaghi - firmatario, assieme alla collega Gabriella Pistone, di un'interrogazione parlamentare al ministro per i Beni e le Attività culturali Rocco Buttiglione, sottoscritta anche da Alfredo Biondi, Lino Rava e Renzo Patria. Alle 16,30 di ieri, un messo comunale ha notificato all'impresa il decreto di sospensione con cui in mattinata, via fax, la Soprintendenza ai Beni culturali avvertiva il Comune della necessità di fermare il cantiere. Sembra, infatti, che siano stati trovati decori di alto valore risalenti ai Teatro, prima di diventare un politeama del 1900, «uno di quegli edifici inventati dalla Belle epoque - ricorda il regista Beppe Navello, acquese di origini, schierato in difesa del Garibaldi - adatto a molti generi di spettacolo, già ritoccato negli anni Quaranta». La struttura oggi si presenta agli acquesi letteralmente sventrata. Si è costituito anche un Comitato che porta avanti la battaglia per salvarla e conservare la sua storia così importante: «Tutti - sottolinea Navello - dopo l'abbattimento del palcoscenico, con la sala rimasta in piedi, arrivavano e ricordavano di aver baciato nella seconda galleria la prima ragazza della propria vita o di aver visto Macario, di aver partecipato a veglioni memorabili in mezzo alla pioggia di coriandoli che scendevano dai palchi». Ma il tempo passa e le ruspe cancellano tutto. Almeno così sembrava fino a ieri, ma «a volte -scrivono in un comunicato diffuso ieri Sgarbi e la Pistone - la determinazione, unita alla passione, paga. Il Teatro politeama Garibaldi per ora è salvo. Ha vinto la cultura. Da oggi lavoreremo alla ricerca dei finanziamenti necessari per la sua ristrutturazione». Intanto, per venerdì mattina è stato fissato il sopralluogo della soprintendente Maria Carla Visconti.