È stato riqualificato tre anni fa, con una spesa di 700 mila euro, il parco di via Statilia, inserito nel triangolo tra Porta Maggiore, Santa Croce in Gerusalemme e l'Esquilino. Peccato che i giardini siano già ridotti a una discarica: erba incolta, bivacchi e giacigli di fortuna. «I senzatetto si lavano alle fontanelle e utilizzano le aiuole come latrine protestano i residenti . Quello che dorme sulle panchine si toglie i pantaloni e non smette più di grattarsi... Avrà la scabbia». Per evitare il contatto con superfici non proprio asettiche i padroni dei cani siedono su cartoni della pizza. Un angolo a ridosso delle mura neroniane, nascosto da un pino, è il ritrovo dei tossici: «Se non fossimo noi a raccogliere le siringhe si sfoga un'abitante del quartiere . Gli operatori ecologici, quando li abbiamo chiamati, hanno transennato l'area con del nastro». Gli invisibili si accampano anche sotto i portici del palazzo di fronte, ex Inpdap, occupato dai Movimenti per la casa. Un dormitorio a ridosso dell'acquedotto neroniano: giacigli, buste piene di stracci, pentole di alluminio. Nascosta tra l'erba alta, una latrina en plein air da turarsi il naso. A tre anni dai lavori, costati 700 mila euro, il parco di via Statilia è di nuovo terra di nessuno. Bivacchi e cumuli di immondizia infestano le aiuole lungo il viale che collega piazza di Porta Maggiore con via di Santa Croce in Gerusalemme. Il clochard che vive nei giardini utilizza la cabina telefonica dismessa, con i vetri rotti e bottiglie buttate in un angolo, come fosse un bagno alla turca. «Si toglie i pantaloni e non smette più di grattarsi racconta una residente, Gina Ceccarelli, 72 anni . Avrà la scabbia o qualche altra malattia...». I padroni dei cani, per evitare il contatto con superfici non proprio asettiche, coprono i sedili con cartoni di pizza. «Di bambini se ne vedono pochi sospira Elisabetta Bonora, 64 anni i genitori hanno paura che toccando qualcosa possano infettarsi». Sotto le mura, vicino a un albero di pino, è il ritrovo dei tossici: «Insieme a un medico abbiamo raccolto decine di siringhe rivela Ceccarelli . Dopo innumerevoli segnalazioni è intervenuta una squadra: ne hanno tolte due o tre per poi recintare la zona con del nastro Vi sembra questo il modo di risolvere i problemi?». Gli abitanti dell'Esquilino si sforzano di preservare un minimo di decoro: «Spazziamo e raccogliamo i rifiuti raccontano . Per un periodo davamo la mancia a un senzatetto perché tenesse pulito, ma è durato poco». E però, nonostante l'impegno civico, il parco è ostaggio del degrado. La sera, alla chiusura dei cancelli, gli invisibili scavalcano la recinzione arrampicandosi su una cassetta della luce addossata alla ringhiera. Di giorno si lavano alle fontanelle, lavano i panni e orinano dove capita senza curarsi dei passanti: «Se gli urlo che no, così non si fa a Ceccarelli è capitato di assistere a scene del genere nel migliore dei casi fanno finta di non capire». Altrimenti? «Rispondono con insulti e gesti offensivi». Succede lo stesso con i bivacchi: «Un ragazzo straniero, dopo aver mangiato un melone, ha lasciato semi e bucce sulla panchina ricorda la residente . L'ho pregato di buttarli nel cestino C'è mancato poco che mi aggredisse. Mia figlia è terrorizzata, continua a ripetermi di stare zitta e farmi gli affari miei». Davanti all'area verde, sotto i portici dell'ex palazzo dell'Inpdap occupato tre anni fa dai movimenti per la casa, si è formato un altro accampamento: tre materassi uno accanto all'altro e un quarto, di lato, con spalliere di cartone erette a mo' di separé: per proteggersi dal freddo e dagli sguardi indiscreti.
Esquilino, come buttare i soldi in un parco abitato dai fantasmi
Il parco di via Statilia, a Roma, è stato riqualificato tre anni fa con una spesa di 700 mila euro. Tuttavia, il parco è di nuovo terra di nessuno, infestato da bivacchi, cumuli di immondizia e tossici. I residenti lamentano la presenza di senzatetto che si lavano alle fontanelle e utilizzano le aiuole come latrine. I padroni dei cani coprono i sedili con cartoni di pizza per evitare il contatto con superfici non asettiche. Gli abitanti del quartiere si sforzano di preservare un minimo di decoro, ma il parco è ostaggio del degrado. La sera, gli invisibili scavalcano la recinzione e si lavano alle fontanelle.
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