La Procura di Bologna chiede la restituzione di otto opere. Furono trafugate dopo la Seconda guerra Dietro ci sarebbe la mano di Ante Mimara Topic, antiquario jugoslavo che durante il secondo conflitto mondiale era dato come molto vicino al maresciallo del Terzo Reich Hermann Wilhelm Göring, uno dei fedelissimi di Hitler. E ci sarebbe anche l'appoggio della sua futura moglie, Wiltrud Mersmann, nel 1949 occupata al «collecting point» di Monaco, il punto di raccolta gestito dagli Alleati dove in quegli anni confluivano le opere d'arte dei Paesi appena usciti dalla guerra. La coppia avrebbe gabbato tutti con grande abilità sfruttando il momento di grande confusione post bellica. In che modo? Facendo figurare otto capolavori italiani come rivendicati dalla Jugoslavia ed evitando così di restituirli ai legittimi proprietari per dirottarli su Belgrado. Si tratta di Tiziano, Tintoretto, Carpaccio, Paolo Veneziano, Aretino e altri, alcuni provenienti dalla collezione Contini Bonacossi di Firenze. Il valore? «Inestimabile», azzardano i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale che da un anno lavorano su questa vicenda, coordinati dal procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini e dal pm Roberto Ceroni che nel gennaio scorso hanno chiesto e ottenuto dal gip il sequestro preventivo dei quadri avviando una rogatoria con la Serbia per ottenerne la restituzione. L'accusa è ricettazione, maturata dopo aver ripercorso passo dopo passo il travagliato viaggio dei dipinti. I quali, tra 2004 e 2005, sarebbero tornati beffardamente in Italia, ospiti di un paio di mostre tenute a Bologna e Bari, per poi rientrare al museo di Belgrado. Una sortita che ha destato l'interesse degli investigatori: possibile che i curatori delle mostre non se ne siano accorti? Pare che il problema sia stato aggirato camuffando i nomi delle opere, cosa che ha messo il direttore del museo di Belgrado fra i sospettati. In tutto ciò emerge il ruolo ambiguo dell'Italia all'epoca del «furto». Sembra infatti che a Roma fossero a conoscenza del destino dei dipinti, ma l'esigenza di salvaguardare più alti interessi diplomatici potrebbe averne ostacolato il recupero.
Dal Tintoretto al Tiziano, i tesori spariti che la Serbia nasconde
La Procura di Bologna ha chiesto la restituzione di otto opere d'arte trafugate dopo la Seconda guerra mondiale. Le opere, tra cui capolavori di Tiziano, Tintoretto e Carpaccio, furono rubate e vendute alla Jugoslavia. Si sospetta che l'antiquario jugoslavo Ante Mimara Topic e la sua futura moglie Wiltrud Mersmann abbiano avuto un ruolo nel furto. I dipinti furono venduti al museo di Belgrado, dove furono esposti in mostre. La Procura ha chiesto il sequestro preventivo dei quadri e ha iniziato una rogatoria con la Serbia per ottenere la restituzione.
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