Quando il 26 luglio scorso denunciai su queste pagine lo stato di abbandono di Villa Balestra mai avrei pensato che questa piccola preziosa area si sarebbe salvata dal declino che ormai minaccia tutto il verde della Capitale. E mai avrei potuto immaginare di trovare il parco completamente trasformato. Erba tosata, siepi potate, panchine rimesse al loro posto e cementate per evitare «traslochi» notturni, cancelli e fontanella rimessi in pristino, aiuole di palme nane curatissime, scritte cancellate, gli eleganti cestini portarifiuti sistemati e irrobustiti. In più il parterre di pietrisco rispianato e un cipresso vetusto, mezzo bruciato dai vandali, potato e recuperato. Addirittura un'aiuola di ciclamini bianchi vicino al cancello. Insomma, un giardino rinnovato dalle fondamenta, grazie a un intervento generoso ed efficace di giovani volontari della zona (assistiti da giardinieri professionisti) che già erano intervenuti efficacemente nel recupero del giardinetto di piazza Don Minzoni devastato da incuria e bufere di vento. Costituito un comitato di quartiere presieduto dal giovane Andrea De Rosa, raccolte adesioni e contributi volontari e ottenuto dal II Municipio il permesso di intervenire anche a Villa Balestra, il meccanismo di restauro, sostenuto da donazioni di un gruppo di abitanti, ha preso il via con i risultati che ho constatato e che dovrà essere di esempio per altre consimili operazioni realizzate da privati che, con il controllo del Servizio Giardini, contribuiscono alla gestione de parco così felicemente rinato.
Normalità. È un parco ben tenuto
Il parco di Villa Balestra a Roma è stato trasformato grazie a un intervento di volontari e giardinieri professionisti. Il comitato di quartiere, presieduto da Andrea De Rosa, ha raccolto adesioni e contributi volontari e ottenuto il permesso di intervenire anche al parco. Il meccanismo di restauro è stato sostenuto da donazioni di abitanti e ha preso il via con risultati felici. Il parco è stato trasformato con erba tosata, siepi potate, panchine rimesse, cancelli e fontanella rimessi in pristino, aiuole di palme nane curatissime, scritte cancellate, cestini portarifiuti sistemati e un cipresso vetusto recuperato.
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