Buone notizie da Roma per Milano. Arrivano i soldi per Expo e per il campus universitario; si sblocca la questione della proprietà di Asam e di Serravalle; e si mettono in sicurezza i lavori del Duomo grazie a un finanziamento triennale di 15 milioni di euro destinato alla Veneranda Fabbrica. Grazie a un emendamento alla legge di Bilancio. Buone notizie da Roma per Milano. Arrivano i soldi per Expo e per il campus universitario; si sblocca la questione della proprietà di Asam e di Serravalle; e si mettono in sicurezza i lavori del Duomo grazie ad un finanziamento triennale di 15 milioni di euro destinato alla Veneranda Fabbrica. Era stata proprio la Veneranda a lanciare l'allarme: «Rischiamo di dover fermare i cantieri». L'ex ministro Maurizio Lupi ha presentato l'emendamento: «È importante si sia riconosciuto che questo non è un bene di Milano, ma dell'intero Paese». Buone notizie che fino all'ultimo non erano scontate, se si considera che ancora l'altra notte pareva ad un certo punto che, per la terza volta, l'articolo necessario per garantire la messa in liquidazione di Expo spa sarebbe stato fatto saltare. Poi, ieri mattina alle 5, la votazione attesa: la commissione di Bilancio, dopo aver limato due testi presentati, ha dato il via libera all'articolo 19 bis. Che a questo punto entra a far parte della legge di bilancio destinata al voto (pare) entro lunedì. L'articolo garantisce tutto quello che Milano aveva chiesto, compresa la nomina di un commissario unico liquidatore. Ci sono i 9,4 milioni di contributi che il Governo deve versare per arrivare alla cifra di 23,6 milioni previsti per la liquidazione, di qui al 2021, della società che aveva organizzato e gestito l'evento; ci sono anche gli 8 milioni «per l'avvio delle attività di progettazione» in vista del trasloco dei dipartimenti scientifici dell'Università Statale. Come chiarisce il ministro Maurizio Martina, rimarcando il «rispetto degli impegni presi», «gli altri soldi necessari per realizzare il campus saranno invece inseriti nel Patto per la Lombardia (che Renzi sigla questa mattina con Maroni, ndr ). Accontentata Arexpo, che potrà usare le società in house dei soci pubblici, come Mm ad esempio. Accolta anche la possibilità di derogare alla legge Madia per i contratti ai lavoratori Ersaf che si erano occupati del verde di Expo e potranno farlo fino al 2019. Via libera infine e all'emendamento, chiesto da Maroni e Sala, che sblocca la situazione di Asam, la cassaforte delle società ex Provincia, passate alla Regione e destinate a tornare alla Citta Metropolitana: resteranno alla Regione Lombardia. Così il Comune può avviare le pratiche per vendere il proprio 18 per cento di azioni di Serravalle e usare il ricavato per i progetti sulle periferie.