TRENTO. Ambientalisti all'attacco dopo l'approvazione della norma di attuazione che conferma la possibilità di sparare nei parchi naturali e rafforza la competenza delle Province. Adriano Pellegrini (Eppaa) e Sergio Merz (Lipu) ripercorrono in una nota le battaglie al Tar per «sostenere l'illegittimità della normativa venatoria provinciale», ricorsi sempre rigettati «quasi fossimo visionari» fino al dicembre 2014, quando il tribunale «accoglie le nostre tesi e invia gli atti alla Corte Costituzionale affinché decida sulla illegittimità costituzionale». Ma «una politica faziosa proseguono si attiva per evitare che la Consulta decida e travolga con la sentenza l'arroganza legislativa trentina». In che modo? «Non facendo decidere la Corte. Infatti l'udienza, fissata il 20 ottobre 2015, viene rinviata il 23 novembre». Un giorno prima del via libera alla norma di attuazione. «Il nostro avvocato ci ha avvisato del rinvio a nuovo ruolo del giudizio» scrivono gli ambientalisti, che non nascondono l'amarezza: «Il prossimo 4 dicembre possono tornare utili anche i voti dei cacciatori trentini? Perché no. La Costituzione dispone che i giudici siano soggetti solo alla legge. Abbiamo motivo di credere che non sia stato così».