ROMA - «Ricompattare le risorse destinate allo spettacolo su un'unica fonte, evitando il metodo degli stanziamenti straordinari sporadici assegnati secondo criteri di discrezionalità». E' una delle richieste avanzate dal comparto musica dell'Agis (l'Associazzione generale italiana dello spettacolo) per scongiurare la crisi del settore, recentemente aggravata dai tagli al Fondo Unico dello Spettacolo per il 2005: 22,5 milioni in meno rispetto al 2004, di cui 16,5 tolti alle fondazioni lirico-sinfoniche e 6 alle altre attività (teatri di tradizione, istituzioni concertistico-orchestrali, associazioni concertistiche e festival). In totale la quota per la musica è 297 milioni. Uno dei motivi che hanno portato all'inasprimento della protesta, appoggiata dall'Associazione critici musicali, è stato l'annuncio, nei giorni scorsi, della concessione di oltre 3 milioni di euro di fondi statali per incentivare e coordinare le attività musicali di Parma. «Mentre siamo sollevati dalla cancellazione dell'Irap che ha fatto recuperare circa 6 milioni, questa decisione è sconcertante, è l'indizio di una politica di privilegi», ha detto Gisella Belgeri, vicepresidente del comparto musica Agis. Oltre al ripristino del Fus ai livelli 2004 e l'unificazione dei fondi, l'Agis chiede una nuova legge (o un provvedimento di transizione) e una maggiore tutela per i musicisti italiani. «E' grave - ha aggiunto la Belgieri - che venga penalizzata soprattutto la musica contemporanea, vedi istituzioni come Nuova Consonanza». E Alberto Francesconi, presidente dell'Agis: «In Italia allo spettacolo viene destinato solo lo 0,33 del Pil, a differenza dell'1,50 circa di Paesi come Germania, Francia e Spagna». Per dare una risposta forte alla crisi, Francesconi ha poi annunciato la riunione degli Stati Generali dello spettacolo alla Mostra del Cinema di Venezia, a settembre.
LA PROTESTA PER I TAGLI In Italia lo Stato dà allo spettacolo lo 0,33 per cento, in Europa l'1,50
L'Agis (Associazione generale italiana dello spettacolo) ha avanzato richieste per scongiurare la crisi del settore dello spettacolo. La società chiede la ricompattazione delle risorse destinate allo spettacolo su un'unica fonte, evitando gli stanziamenti straordinari sporadici. L'Agis richiede anche il ripristino del Fondo Unico dello Spettacolo al livello del 2004 e l'unificazione dei fondi. Inoltre, la società chiede una nuova legge o un provvedimento di transizione e una maggiore tutela per i musicisti italiani. L'Agis ha anche espresso preoccupazione per la penalizzazione della musica contemporanea.
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