La Fondazione Cr Firenze presenta il primo programma triennale e un nuovo ente per l'istituto di restauro È il primo piano triennale con il «marchio» Fondazione Cassa di Risparmio ed il cambio non sta solo nel nome, ma nella filosofia e nei mezzi per sostenere il territorio e il patrimonio dell'ex ente di via Bufalini. Ed anche per questo alla presentazione del documento programmatico 2017-2019, Umberto Tombari, il presidente della fondazione erede della banca fondata nel 1829, ha invitato tutte le istituzioni e gli attori principali delle varie realtà di Firenze e della Città metropolitana, a sottolineare l'apertura dell'ente e la volontà di fare rete sui progetti ritenuti strategici. Nei prossimi tre anni la Fondazione erogherà 90 milioni e tra le novità la più importante è la nascita di una fondazione privata a sostegno e supporto dell'Opificio delle Pietre Dure. «Vogliamo costruire una fondazione privata che apra nuove vie per raggiungere la sostenibilità dell'Opificio spiega il presidente Tombari Le sue competenze sono famose a livello internazionale: non credo che questa realtà possa permettersi di avere sezioni chiuse, oggi sono tre, e altre tre che rischiano di chiudere se non interveniamo. Vogliamo salvaguardare le tante competenze che rischiano di essere fortemente penalizzate dalla progressiva riduzione di un organico già sottodimensionato. Vogliamo con la fondazione dare un aiuto sistematico e strutturale a questa eccellenza». «Abbiamo contatti quasi quotidiani con il ministero su questo aggiunge il direttore generale della Fondazione, Gabriele Gori e speriamo in tempi brevi di varare la nuova fondazione, anzi il più velocemente possibile. Al 31 dicembre ci saranno pensionamenti all'Opificio, altri fondi verranno meno e vorremmo partire ad inizio 2017. Con che fondi? Sarà di certo una cifra a sei zeri...». Oltre al progetto-Opificio in via Bufalini contano su un'altra scelta, già in fase avanzata: «Il "granaio digitale" nella ex Caserma Cavalli di Firenze, in collaborazione questo con l'acceleratore Nana Bianca. L'idea afferma Tombari è intervenire in un luogo dismesso dell'Oltrarno con un progetto di grandissima forza, la promozione di un momento di startup innovative e coworking. Questo luogo sarà uno spazio aperto alla città, e vogliamo farlo vivere durante il giorno e la notte». «Con questo piano 2017-2019 cambiamo il modo di intervenire sul territorio sottolinea ancora Tombari non soltanto un intervento sulla base dei progetti di terzi, queste erogazioni rimarranno, ma soprattutto un intervento per valorizzare i progetti strategici della Fondazione che saranno realizzati anche e dove possibile con la partnership di soggetti diversi, sia nazionali che internazionali». Arriveranno l'anno prossimo 16 bandi, 12 tematici e 4 per il territorio e «la Fondazione si concentrerà su tre macroaree di intervento nei progetti strategici: economia della conoscenza e alta formazione, smart city e innovazione culturale e sociale, cercando di creare nuove occasioni di lavoro sia sostenendo ad esempio l'artigianato sia attraverso la formazione e le nuove tecnologie», aggiunge Gori. I finanziamenti andranno ai settori tradizionali di intervento della Fondazione, cultura, solidarietà e ricerca, ma anche a formazione ed ambiente e la Fondazione punta ad essere protagonista. «Nella nostra autonomia e progettualità vogliamo fare rete col territorio, Firenze, la Città Metropolitana, le provincie di Arezzo e Grosseto, conclude Tombari in trasparenza».
Firenze. Il nostro piano per salvare l'Opificio
La Fondazione Cr Firenze ha presentato il suo primo programma triennale e un nuovo ente per l'istituto di restauro. Il programma prevede l'erogazione di 90 milioni di euro e include progetti strategici come il sostegno all'Opificio delle Pietre Dure e la creazione di una fondazione privata per sostenere l'ente. La Fondazione si concentrerà su tre macroaree di intervento: economia della conoscenza e alta formazione, smart city e innovazione culturale e sociale. I finanziamenti andranno ai settori tradizionali di intervento della Fondazione, come cultura, solidarietà e ricerca, ma anche a formazione ed ambiente.
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