Dispositivi antintrusione, tv a circuito chiuso e motion detector per vigilare sui luoghi sensibili di Roma: il bando del Comune copre 89 siti d'arte, ma non piazza della Minerva dove l'Elefante è stato appena vandalizzato. Possibile che sia rimasta oscurata proprio la statua appena vittima dei vandali? La settimana scorsa l'agguato (o la pallonata, ancora non si sa) aveva portato alla rottura di una zanna, sfregio che pure la sindaca aveva stigmatizzato con vigore: «L'immagine di queste ore della statua deturpata dell'Elefante di Gian Lorenzo Bernini ferisce tutti i romani. Per noi la tutela del patrimonio della città è vitale», diceva Raggi lanciando di fatto una sfida ai teppisti che avevano sferrato un colpo al cuore della città più bella del mondo. E' stato allora che Roma si è scoperta fragile e vulnerabile. Tanto che il dibattito su come rinforzare la sorveglianza dei punti sensibili, con più polizia o più telecamere, aveva assunto dimensioni nazionali. Invece il rinforzo appena disposto dal Campidoglio terrà conto di tutto meno che dell'obelisco di piazza della Minerva. Forse con la speranza che le telecamere fissate sui gabbiotti delle forze dell'ordine possano coprire la zona. Peccato, però, che nonostante i video della scorsa settimana siano stati passati al setaccio in cerca dell'aggressore, la verità sullo scempio all'elefantino non sia venuta a galla. Segno che lì la copertura non c'è: le telecamere ci sono ma non sono puntate sull'obelisco. Eppure il bando contempla zone a pochi metri dal Bernini appena restaurato. Uno dei capitolati riguarda piazza della Rotonda, dietro al Pantheon, dove arriveranno l'antintrusione, il circuito chiuso collegato ad un hard disk e il motion detector . A prova di hooligans. Che, però, hanno ancora la possibilità di fare danni nell'unico cono d'ombra rimasto.