FINALMENTE, dopo anni di abbandono, partono i lavori all'ex chiesa di San Barbaziano, l'imponente edificio all'incrocio tra via Barberia e via Battisti che versa in pessime condizioni, aggravate dal terremoto del 2012. La notizia è di quelle buone, ma potrebbe esser solo una piccola stampella, utile a non far scomparire il monumento, lasciandolo però ancora vuoto. E dire che, solo pochi giorni fa, il ministro Dario Franceschini ha messo a bando l'ex chiesa, perché venga concessa in uso a "privati no profit", bando di cui si discuterà anche oggi al Question Time di Palazzo d'Accursio. Le buone intenzioni infatti si scontrano coi fondi esigui: per questo primo intervento sono stati stanziati 497.000 euro, ma ne servirebbero il doppio. «Da tempo ci arrivano richieste per usare l'edificio, molto bello e particolare, ma a tutti dobbiamo chiedere di rinviare spiega Sabina Magrini del Segretariato Regionale -. L'ex chiesa si presta ad un uso ricreativo, a mostre d'arte e anche a luogo di incontro, non solo di cibo, ma pure per leggere e parlare». Potrebbe essere la nuova vocazione di quest'ex chiesa che nel 1797 fu espropriata, col relativo convento, dopo le guerre napoleoniche, per esser poi venduta a privati che la spogliarono di tutto fino a quando, nel 1870, divenne di proprietà demaniale militare (poi anche magazzino e officina-parcheggio). Negli anni '80 fu presentato un progetto della Famèja bulgnèisa per adattarla a palcoscenico teatrale, ma non se ne fece nulla. Dei fasti seicenteschi, progettati da Pietro Fiorini, resta ben poco. Il primo passo della rinascita è in questo primo cantiere, finanziato coi fondi della Regione per il sisma. «A giorni invieremo il progetto a Invitalia, la centrale unica di committenza, per far partire la gara d'appalto e finire i lavori tra 8-12 mesi», precisa l'architetto Loredana Deb, che collabora con la soprintendenza. Gli interventi più urgenti sono la copertura, che ora provoca infiltrazioni, e il consolidamento delle pareti: andrà applicata una sorta di cerniera ad evitare il ribaltamento della facciata. Poi con altri 150mila euro, in arrivo dalla Direzione generale, si potranno ristrutturare gli infissi, restaurare quel che resta degli affreschi e le arenarie esterne. «E agire su pavimento, impianti, riscaldamento, luci, tinteggiatura », aggiunge Magrini, davanti a una storia che pare infinita.