RINVIO A GIUDIZIO PER L'EX SENATORE DI FORZA ITALIA, PRIMA UDIENZA A FEBBRAIO L'EX SENATORE di Forza Italia Marcello Dell'Utri sarà processato per lo scandalo dei libri trafugati dalla biblioteca dei Girolamini. Il giudice Giuliana Pollio ha accolto la richiesta della Procura e ha rinviato a giudizio l'ex fedelissimo di Berlusconi con l'accusa di peculato. La prima udienza è fissata per il 14 febbraio prossimo davanti al collegio A della prima sezione penale. Dell'Utri, appassionato bibliofilo, attualmente sta scontando una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Assistito dall'avvocato Claudio Botti, l'ex parlamentare ha sempre respinto le accuse, assicurando di non essere stato essere a conoscenza della provenienza illecita dei testi: in particolare, 14 volumi provenienti dai Girolamini sono finiti nel corso degli anni nella disponibilità di Dell'Utri, tutti recuperati e restituiti dall'imputato, con l'unica eccezione di una preziosa edizione della "Utopia" di Tommaso Moro del 1518, di cui si sono perse le tracce. In udienza, la difesa ha chiesto il non luogo a procedere. I pm Michele Fini, Antonella Serio e Ilaria Sasso del Verme, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, hanno invece chiesto il processo. Sarà dunque il dibattimento a fare luce sul presunto accordo che, secondo l'accusa, avrebbe visto l'ex direttore della Biblioteca, Massimo Marino De Caro, già condannato con sentenza definitiva a sette anni di reclusione nel primo processo sul saccheggio dei Girolamini, prelevare volumi dalla biblioteca per consegnarli a Dell'Utri. Il rapporto fra De Caro e l'allora potentissimo esponente politico emerge dalle intercettazioni allegate agli atti dell'indagine dopo l'autorizzazione del Parlamento. Fu proprio Dell'Utri, d'altra parte, a indicare De Caro come consulente del ministero i Beni Culturali a Giancarlo Galan, titolare di quel dicastero nel quarto governo presieduto da Silvio Berlusconi. Quello che inizierà il 14 febbraio è il terzo processo sullo scandalo dei Girolamini, dopo il primo concluso con la condanna di De Caro e il secondo tuttora in corso in Tribunale. L'inchiesta però è ancora aperta: all'appello mancano ancora altri volumi e i magistrati hanno avviato rogatorie internazionali in diversi paesi nell'intento di trovare i libri spariti. (d. d. p.)