«Il Ministero dei Beni Culturali ha già deciso di abolire la Soprintendenza Archeologica di Ostia Antica e di aggregarla a quella Archelogica di Roma. Ma gli uffici di Roma, già in affanno, non hanno la capacità di assumere altri compiti. E questo comporterà una perdità di capacità di tutela ». Al convegno sul futuro del Litorale, Adriano La Regina, l'attuale presidente di Zetema che per trent'anni è stato alla guida della Soprintendenza Archeologica di Roma, lancia un drammatico allarme. «Al Comune e alla Provincia chiedo di intervenire per scongiurare questo misfatto. La decisione deriva dalla riorganizzazione del Ministero voluta da Urbani. Purtroppo si riduce la dirigenza tecnico-scientifica e si indeboliscono le strutture periferiche, mentre si sono decuplicate le direzioni generali. Questa è una politica di depotenziamento culturale», prosegue durissimo il Professore, ricordando come lo stesso destino che si prepara adesso per la Soprintendenza di Ostia sia toccato a quella per l'Etruria Meridionale, sacrificata, e accorpata agli uffici di tutela archeologica del Lazio, per fare spazio alla nascita delle soprintendenze di Lucca e Lecce. «Queste ultime sono utilissime, ma non si dovevano istituire ai danni di strutture di importanza fondamentale», continua La Regina. Insomma per paradosso, mentre si pensa al rilancio del litorale, la situazione di questi scavi - un sito di grande importanza e suggestione la cui tutela è affidata da molti anni ad Anna Galina Zevi - rischia di precipitare. L'appello-denuncia è stato subito raccolto da Paolo Orneli, delegato del sindaco per il Litorale Romano, che assicura: «Nei prossimi giorni dalla società civile di Ostia arriverà una mobilitazione contro l'eventualità che la Soprintendenza sparisca.