Tra le idee per il nuovo volto del litorale ci sarebbero due alberghi gemelli. Gli ambientalisti: basta la pineta. «IL SIMBOLO di questo cambiamento sarà il luogo di altissima qualità architettonica che segnerà la porta della Capitale sul mare ». Questo immagina Walter Veltroni, che a Massimiliano Fuksas ha chiesto di lavorare sui progetti che ridisegneranno il water-front del Lido. La "porta" di Roma è dunque l'approdo al lungomare, il punto d'arrivo della Cristoforo Colombo, dove il sindaco ha annunciato la volontà di far sorgere un complesso ricettivo. Ieri, in apertura della tre giorni sul "Lido di Roma al 2015: una politica urbana per il rilancio del litorale", ecco che si affaccia l'ipotesi. È il progetto dei due alberghi a torre, posti a fronteggiarsi sui due lati della strada? Fuksas ci va cauto. «Il sindaco mi ha chiesto di riflettere su una fascia costiera diversa da qualsiasi altra. In questa zona c'è l'archeologia, il fiume, la pineta. Veltroni vorrebbe ridare dignità architettonica a questo luogo. Il problema dell'arrivo alla porta sulla Colombo c'è, ma bisogna capire cosa fare», precisa l'architetto, allargando lo sguardo al tema complessivo del litorale. «Occorre un workshop internazionale per capire il paesaggio, mettere la popolazione di Ostia al centro dell'attenzione, confrontarsi con la gente ». Di certo, il lungomare non sarà più un'autostrada ma un'ampia passeggiata da cui godere, finalmente, della vista del mare.Ma la discussione è tutta aperta. «No alle torri, il segno già c'è ed è la pineta », sostiene il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati. Mentre alle spalle restano progetti privati a bizzeffe, da quelli per l'allungamento del pontile sul mare, fino ai più balzani, come le isole artificiali a largo della costa. «L'effervescenza dei progetti va raccolta, scegliendo quelli giusti», spiega l'assessore capitolino all'Urbanistica Roberto Morassut, amargine del dibattito serrato cui partecipano esponenti di tutte le istituzioni territoriali, di Regione e Provincia, del mondo imprenditoriale e della cultura, e che si chiuderà venerdì con una seduta della giunta comunale in trasferta a Ostia. Il cambiamento sarà affidato a una nuova società mista a maggioranza pubblica. Si tratta della Stu, la Società per la Trasformazione Urbana, che dovrebbe arrivare all'approvazione del consiglio comunale alla fine dell'anno: avrà il compito di programmare i nuovi interventi, per poi affidarne la realizzazione ai privati, ma darà il via anche a concorsi internazionali di architettura. E nel 2015 dovrà aver portato a termine la sua missione. «Roma ha bisogno di imprenditori che sappiano costruire, gestire e valorizzare gli immobili. I progetti - precisa Morassut - saranno oggetto di bando pubblico e a Fuksas chiederemo un contributo». La viabilità del settore sud-ovest della città, inoltre, potrà contare sul nuovo corridoio della mobilità che partirà dalla Fiera di Roma, passerà per Acilia Madonnetta, per Castel Porziano con un nodo di scambio fondamentale alla stazione di Acilia. Trasporti, strutture ricettive, un campus universitario ad Acilia-Madonnetta e un'offerta sempre maggiore per il tempo libero, attraverso lo sviluppo locale. Ma anche ambiente. A sgravare l'amministrazione dalla gestione delle aree verdi potrà essere un sistema di concessioni, che però, come chiede lo stesso Luigi Abete, presidente dell'Unione Industriali, dovranno essere sottoposte a strettissimi controlli.
Ostia, due torri per la porta sul mare
Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha annunciato la volontà di far sorgere un complesso ricettivo al Lido di Roma, che sarà il simbolo del nuovo volto del litorale. Il progetto prevede due alberghi gemelli, posti a fronteggiarsi sui due lati della strada. L'architetto Massimiliano Fuksas ha espresso cautela sul progetto, sottolineando l'importanza di considerare il paesaggio e la popolazione locale. Il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, sostiene che la pineta è il segno già c'è e che non si devono costruire torri.
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