Flash mob di protesta degli studenti. La neopresidente Livia Pomodoro rimette in discussione il progetto «Grande Brera» e annuncia: nessuno si sposterà, ho preso un impegno ufficiale. «Prendo ufficialmente l'impegno davanti agli studenti dell'Accademia: nessuno si sposterà da Brera. Io sono contraria al trasloco delle nostre aule nella caserma XXIV Maggio. Peraltro la nuova convenzione (tra i vari ministeri, Pinacoteca e Accademia) non è ancora stata firmata. Ragioneremo nell'ottica di lasciare nella sede storica le scuole e la didattica, trovando una soluzione per gli allievi che stanno in viale Marche (cui Città metropolitana chiede di spostarsi, ndr)». Così Livia Pomodoro, neo presidente dell'Accademia, rimette in discussione il progetto Grande Brera per come era stato concepito fin qui. Nessun restringimento di spazi nello storico palazzo e nel cortile con il Napoleone di Canova, risponde ad un centinaio di studenti che ieri hanno inscenato una protesta con fiori, epitaffi e cartelli (il «funerale» dell'Accademia) e in seguito bloccato l'accesso alla nuova gipsoteca ricavata nei sotterranei dopo due anni di lavori. «Sono con voi ha detto . Parleremo». All'inaugurazione c'erano anche il presidente uscente Marco Galateri di Genola e il direttore Franco Marrocco ma la Pomodoro è stata la prima ad andarsene, davanti al tappeto umano degli studenti, rinunciando a visitare il nuovo deposito sotterraneo per 43 gessi e il risultato dei lavori di ampliamento e ammodernamento della Biblioteca storica. «La nuova Galleria è stata creata perché era ormai intollerabile il degrado dei gessi nei corridoi, coperti di polvere e guano, e di molti altri abbandonati in spazi di fortuna», ha ricordato Galateri di Genola. Attualmente Accademia e Pinacoteca convivono, ma entrambe hanno bisogno di spazio. La prima, ormai con 400 docenti e 4 mila studenti (più di un terzo stranieri), non può fare a meno di un campus ampio e moderno, ma non vuole perdere le aule storiche nel cuore della città. Mentre la Pinacoteca è concentrata nell'attirare nuovi visitatori e ritiene indispensabile guadagnare posto per nuovi servizi. Nelle linee guida per il protocollo che sta per essere firmato si fa riferimento ad aule sul cortile d'onore che dovrebbero essere cedute per il bookshop. Man mano che si renderanno disponibili gli spazi alla caserma XXIV Maggio, dovrebbero essere destinate a nuovi servizi anche le ex Serre dell'Orto botanico, dove al momento si tiene lezione. A questo punto è però anche il direttore della Pinacoteca James Bradburne a fare marcia indietro: «Non abbiamo intenzione di togliere alcuna aula agli studenti per realizzare la Grande Brera», ha detto, interpellato dopo le dichiarazioni di Livia Pomodoro. Altro colpo di scena? Sulla Grande Brera, ultimamente c'era già stato un inaspettato cambio in corsa. Premessa: il protocollo d'intesa del 2008, scaduto l'anno scorso, doveva essere rinnovato il 13 ottobre. Poi la data è slittata, secondo alcuni al 15 dicembre. In mezzo, il ripensamento del ministero della Difesa sulla caserma da destinare al campus dell'Accademia. Invece della Mascheroni, la XXIV Maggio. Che è più strutturata (13 mila metri quadrati in un corpo unitario) ma non è libera. Ci sono militari e uno sterminato archivio da trasferire (a differenza della Mascheroni, che era stata svuotata apposta). Di certo, al momento, ci sono i fondi: 30 milioni stanziati dal Cipe per gli interventi sul comprensorio militare e altri 10 per i cantieri a Brera e Palazzo Citterio, che sarà a disposizione della Pinacoteca nel 2017.