La punta della zanna sinistra a terra, una frattura netta. Ieri mattina piazza della Minerva, salotto in sampietrini alle spalle del Pantheon, si è risvegliata al suono della peggiore delle notizie. Il suo inquilino più famoso, l'Elefante disegnato da Gian Lorenzo Bernini, era stato sfregiato nel cuore della notte tra domenica e lunedì. Un turista ubriaco in cerca di un selfie estremo, forse un gruppo di vandali: a dare la caccia a chi ha mutilato il pachiderma scolpito su ordine di Papa Alessandro VII Chigi ora sono i vigili urbani. Ad accorgersi per prime del danno alla statua sono state tre turiste spagnole. Passeggiando in piazza all'alba, quando Roma ancora dormiva, si sono trovate tra i piedi il frammento. Lo hanno raccolto e consegnato a un agente della municipale di pattuglia. I caschi bianchi hanno sequestrato il reperto, una piccola integrazione in malta applicata all'Elefante della Minerva in un restauro di fine anni Settanta, e poi sporto denuncia contro ignoti. Tornati sul posto, i vigili hanno passato al setaccio l' area alla ricerca di telecamere. Fino a imbattersi nel sistema di videosorveglianza della biblioteca del Senato. Una delle tre telecamere che riprendono la piazza, l'unica che può essere direzionata verso la statua, potrebbe aver catturato la scena e immortalato l'ultimo degli iconoclasti capitolini. Perché gli esperti ne sono convinti. Nessun distacco dovuto al tempo o alla pioggia: a staccare la zanna al pachiderma che sulla schiena porta uno dei tredici obelischi di Roma è stato un vandalo. Gisella Capponi, direttrice dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro, è sicura: «La parte spezzata è lunga circa 12 cm. L'abbiamo osservata durante la pulitura effettuata tra il 2011 e il 2012 ed era ben salda all'opera. Non può essere caduta da sola». A questo punto sarà determinante l'esame del filmato in mano alla sicurezza di Palazzo Madama. Gli agenti della municipale hanno subito richiesto al servizio questura e cerimoniale del Senato una copia della registrazione e oggi potranno esaminare il video. Così potrà essere risolto il giallo che, come spiegato dalla sindaca Virginia Raggi, «ferisce tutti i romani». Al resto penseranno gli esperti della sovrintendenza capitolina: «La parte caduta, installata nel 1977, è sotto sequestro giudiziario. Il restauro e il monitoraggio di tutto il monumento costeranno tra i 1.500 e i 2.500 euro. Ci vorranno tra i due e i tre giorni dal dissequestro». Nel frattempo, residenti e negozianti continueranno a interrogarsi sul degrado del centro e le cattive abitudini dei turisti. Secondo Michelle, commessa di Sciunnach, negozio con vista sull'opera sfregiata, «si arrampicano per toccare il sedere all'elefante. Pensano che porti fortuna. La sera, poi, spesso sono ubriachi ». «Servirebbero più agenti», aggiunge l'edicolante vicino. Oppure, come ribadito dal ministro ai Beni culturali Dario Franceschini, «pene più forti». Dopo le scorribande dei tifosi del Feyenoord ai danni dell'altro capolavoro del Bernini, la Barcaccia di piazza di Spagna, nel 2015, e le decine di denunce della sovrintendenza, anche secondo Vittorio Sgarbi servirebbe l'esercito. Secca la risposta dell'assessore alla Cultura Luca Bergamo: «Se dovessimo ingabbiare tutti i monumenti, finiremmo per sigillare la città».