IL PIANO L'AREA RESTA UN CANTIERE E PROSEGUONO I CONTENZIOSI OTTO anni di scavi, polemiche, ritrovamenti archeologici e battaglie legali. Ma alla fine la scorsa settimana ha aperto il parcheggio interrato di via Giulia: la parte realizzata dalla Cam è già operativa con i suoi 266 posteggi riservati ai residenti e i 30 a rotazione per la città; mentre il giardino pubblico di copertura al parking è ancora un cantiere. Le tariffe sono simili a quelle del parcheggio di piazza Cavour: 2,80 euro la prima ora e 2,20 per le successive, poi abbonamenti giornalieri da 18 a 24 euro. Al momento sono stati venduti 75 posti, gli abitanti fino ad un raggio di mille metri hanno 5 anni per acquistarli sennò diventeranno a rotazione e il Municipio I ha chiesto che siano almeno il 40 quelli riservati alla città. E invece nulla si sa del parchetto barocco da 5.200 metri quadrati, sul modello di palazzo Farnese, affidato al gruppo costituito dagli studi di architettura Diener Diener Architekten, Vogt Landschaftsarchitekten (architettura del paesaggio) e Garofalo Miura Architetti. O, meglio, a marzo 2016 si è chiusa l'ultima conferenza dei servizi e adesso manca il via libera della giunta capitolina. I tempi ancora sono incerti così come il nome dell'impresa e il budget visto che la Sovrintendenza ha imposto delle prescrizioni che hanno dei costi elevati. Così l'area superficiale è ora un cantiere abbandonato. I ritrovamenti archeologici sono stati seppelliti sotto il cemento. Le antiche scuderie di età augustea, dove le fazioni degli aurighi ricoveravano i cavalli dopo le gare, sono state ricoperte di pozzolana. La Cam aveva già speso 5 milioni di euro per effettuare gli scavi e la mancanza di ulteriori fondi ha fatto saltare la musealizzazione, cancellando quella che la Soprintendenza speciale per i beni archeologici aveva definito «una scoperta importantissima per la topografia di Roma». Pende intanto sul parcheggio delle polemiche un ricorso al Tar del Coordinamento residenti città storica. Sono in atto le operazioni di verifica da parte di un tecnico docente universitario dopo che il Consiglio di Stato ha chiesto al tribunale amministrativo di eseguire le verifiche sulla profondità del volume scatolare in cemento armato del parcheggio che, secondo il Coordinamento, eccedeva di oltre due metri rispetto al progetto approvato. Il rischio è quello dell'interferenza con la falda idrica che potrebbe compromettere gli edifici vicino al parcheggio.