L' indignazione ha i suoi riti. Certo che siamo sconvolti di fronte allo sfregio all'elefantino della Minerva di Bernini. E come non essere d'accordo sulle prime proposte di tutela come sistemi di video sorveglianza o maggiore coinvolgimento delle forze di polizia? Ma la verità è che ci stiamo facendo l'abitudine. Il nostro mondo è pieno di hooligans, ubriachi, imbecilli e sperimentatori di selfie. E soprattutto tre quarti del nostro patrimonio è nelle piazze. Non ci sono cancelli o biglietti per ammirare Bernini. Ed è talmente straordinaria la bellezza che proponiamo gratis (per fortuna) che in qualunque altra città un millesimo di questo patrimonio sarebbe venerato come sacro. È così a Roma? No. Abbiamo saputo trasmettere ai nostri figli l'orgoglio per questa ricchezza? E almeno la conoscono? Macché, non siamo stati nemmeno capaci di indignarci per i ripetuti attacchi alle ore di Storia dell'Arte nella scuola. Non siamo in grado neanche di difendere le guide turistiche vere da un esercito di cialtroni. Invece di piangere in modo ipocrita sui danni dei vandali, dovremmo essere tutti noi i primi difensori del nostro patrimonio, i primi sorveglianti contro chiunque attacchi la nostra storia, la nostra cultura, la nostra dignità. Abbiamo imparato il concetto stesso del bello dalle opere esposte nelle piazze. E invece di esserne arricchiti siamo inutili come falsi centurioni, col gonnellino e la spada di plastica. E se qualcuno danneggia una statua, pazienza. In fondo qui è tutto un rudere.
Come statue davanti ai vandali
L'indignazione per lo sfregio all'elefantino della Minerva di Bernini è diffusa. Le prime proposte di tutela, come sistemi di video sorveglianza, sono state avanzate. Tuttavia, la verità è che il mondo è pieno di problemi e il patrimonio di Roma è facilmente danneggiato. La bellezza di Bernini è gratuita e si trova nelle piazze, quindi non c'è bisogno di cancelli o biglietti per vederla. La città non ha saputo trasmettere all'infanzia l'orgoglio per il patrimonio culturale e non è riuscita a difenderlo. I cittadini dovrebbero essere i primi difensori del patrimonio e i primi sorveglianti contro chiunque lo attacchi.
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