È il più alto riconoscimento in Europa nel settore del patrimonio culturale e naturale. E al nostro Paese, per l'edizione 2016, è andato per quattro progetti. Tra questi, nella categoria contributi esemplari, c'è il premio a Giulia Maria Crespi, per aver dedicato la sua vita alla difesa del patrimonio culturale e ambientale italiano. Gli «Europa nostra awards 2016» sono stati consegnati ieri al Museo Nazionale romano. E sono andati a Rosanna Friggeri e a Marina Magnani Cianetti per il restauro delle Terme di Diocleziano; per il progetto di ricerca «Granai della memoria» a Piercarlo Grimaldi; per il programma educativo «Apprendisti Ciceroni» gestito dal Fondo per l'ambiente italiano ad Annamaria Ansaloni, delegazione del Fai di Roma. L'Italia è l'unico Paese ad aver vinto in tutte e quattro le sezioni previste. Il coraggio della Crespi «capace con la sua forte personalità di sostenere iniziative in difesa del paesaggio italiano». La forza divulgativa di progetti per favorire la diffusione della conoscenza fra i più giovani. «Esempi da cui partire in vista del 2018, anno europeo del patrimonio culturale» ha sottolineato Androulla Vassiliou, vicepresidente di Europa Nostra. «La cultura rappresentando il 12 del Pil europeo e milioni di imprese è spinta vitale» ha sottolineato Silvia Costa, presidente della commissione Cultura al Parlamento europeo. «In questi anni di governo ha ribadito il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini siamo riusciti a dimostrare quanto investire in cultura sia una scelta anche economica: nuovi posti di lavoro, prospettive per gli anni a venire. L'identità europea deve essere forte anche di fronte al vento del populismo che sta dilagando, alimentato dalle paure del terrorismo, dell'immigrazione, della crisi». L'Europa è ancora fragile. C'è bisogno di rafforzarla, partendo proprio dalla cultura».