UNA CAMPAGNA di dieci giorni, a cavallo tra settembre ed ottobre, per sensibilizzare i cittadini a contribuire ai restauri di opere d'arte: trasmissioni e spot alla radio e in tv, pubblicità sui giornali, sms benefici sui telefoni cellulari, lotterie (al costo di un euro) dall'indovinato nome di "DonaVinci"; inoltre, saranno i cittadini stessi a segnalare l'opera più meritevole, o bisognosa, di restauro. Perii secondo anno, la Fondazione CittàItalia, presieduta da Giuseppe De Rita, sì cimenta, con l'aiuto della Rai e di vari sponsor pubblici e privati; al primo tentativo, durato peraltro solo un week-end, l'anno scorso, ha raccolto 300 mila euro, destinati ad alcune opere minori, «di quelle che non trovano sponsor e di cui spesso anche le soprintendenze non riescono a interessarsi», spiega Ledo Prato, segretario generale della Fondazione: come l'ottocentesco organo Bossi della chiesa di San Massimo a Torino, ammirato da Berlioz e Mendelssohn; i dipinti del Bagno di Carolina al Real Sito di San Leucio, provincia di Caserta; «abbiamo convinto il sindaco di Pavia a pensare alla statua del Reggisele, in piazza del Duomo: forse effigiava Teodorico, distrutta nel 700, e negli Anni 30 ripristinata da Francesco Messina, l'autore del famoso "cavallo" della Rai; penseremo anche agli affreschi della chiesa di Borgorose nel Reatino». «Il primo anno, è stato un esperimento; ora, la campagna durerà più a lungo, i primi spot televisivi inizieranno ad essere trasmessi a ferragosto e contiamo di ottenere risultati migliori, anche se il momento non è favorevole alle donazioni per l'arte», dice De Rita, «perché, oggi, gli italiani pensano soprattutto ai problemi connessi alla sicurezza, comperano case, edificano parcheggi sotterranei vicino a casa, e via così». Eppure, l'arte e la cultura sono il grande atout italiano: in un suo messaggio, il Capo dello Stato definisce la campagna «un successo e un modello realizzato da promuovere e diffondere», ricordando che «il patrimonio artistico e storico è radice e simbolo della nostra identità»; anche Rocco Buttiglione, ministro ai Beni culturali, plaude; ma sottolinea che i finanziamenti al suo dicastero «sono giunti a livelli sotto cui è impossibile andare, e questo sia un avviso per chi meditasse ulteriori tagli»; ma poi, «non sono uno spirito polemico», rifiuta d'indicare a quanto ammontino i tagli negli ultimi anni (i sindacati sostengono si tratti di quote prossime al 45 per cento), né d'individuare chi pensi a nuove decurtazioni. La campagna si baserà anche su spot in tv: «Li abbiamo voluti giustamente provocatori», dice De Rita; cosi, ecco il David dì Michelangelo amputato di una gamba; una grande lacuna in mezzo al Cenacolo di Leonardo; i vecchi Intervalli della tv, ma Piazza del Campo a Pisa è senza la Torre. Roma senza il Colosseo. Come a dire che se non aiutiamo l'arte, un giorno potrà anche venirgliene a mancare qualche pezzo.
Ora gli spot invogliano i cittadini a restaurare capolavori
La Fondazione CittàItalia, presieduta da Giuseppe De Rita, ha lanciato una campagna di dieci giorni per sensibilizzare i cittadini a contribuire ai restauri di opere d'arte. La campagna, che include trasmissioni e spot alla radio e in tv, pubblicità sui giornali e sms benefici sui telefoni cellulari, ha già raccolto 300 mila euro. I fondi raccolti saranno destinati ad alcune opere minori, di quelle che non trovano sponsor e di cui spesso anche le soprintendenze non riescono a interessarsi. La campagna si baserà anche su spot in tv provocatori, come il David di Michelangelo amputato di una gamba e la lacuna nel Cenacolo di Leonardo.
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