UNA sfuriata davanti a tutti. Si è presentata mentre il sindaco stava visitando il cantiere di palazzo San Michele e ha richiamato, gridando, la direttrice dei lavori impegnata a spiegare le caratteristiche e le fasi del progetto. "Torni subito a lavorare ha detto rivolgendosi alla direttrice Francesca Marmo - di questo sopralluogo io non sono stata informata". Così la dirigente del Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle attività Culturali per la Puglia, Eugenia Vantaggiato, ha, nei fatti, stoppato il sopralluogo all'interno dell'ex convento benedettino destinato a ospitare gli uffici della Fondazione Petruzzelli di Bari. E quella che doveva essere una semplice visita per verificare lo stato di avanzamento del restauro, affidato proprio al segretariato regionale del Ministero, si è trasformata in un caso diplomatico. Già, perché l'immobile di strada San Benedetto a Bari vecchia è di proprietà della Fondazione Petruzzelli e il primo cittadino di Bari, Antonio Decaro, della Fondazione è il presidente. Peraltro con lui ieri c'erano anche il sovrintendente della Fondazione Massimo Biscardi e i componenti del consiglio di indirizzo Corrado Petrocelli, Nicola Cipriani e Vito Mormando. È stato un po' come andare a casa a controllare lo stato dei lavori ed essere apostrofati male da chi quei lavori li sta portando avanti. Ecco perché quella sfuriata a Decaro non è andata affatto giù. Il sindaco, su tutte le furie, non ha voluto commentare. Subito dopo, però, ha chiamato direttamente il ministro Dario Franceschini da cui dipende il segretariato regionale per protestare. Un funzionario dello Stato - è il ragionamento fatto a Palazzo di Città ha il dovere di rispondere ai cittadini e poi il sindaco avrà pure il diritto di visitare un cantiere pubblico in città tanto più se la proprietà è della Fondazione che presiede. Palazzo San Michele, ex convento benedettino e poi sede del Genio militare, è stato ceduto dal Comune di Bari nel dicembre 2010 alla Fondazione Petruzzelli. Sottoposto a un intervento di restauro da 4,9 milioni di euro rivenienti da fondi europei, statali e regionali, è stato completamente rimesso a nuovo recuperando volti affrescati e pavimentazione di pregio. Al piano rialzato sarà allestito un percorso medievale, una mostra permanente con i reperti trovati nel corso dei lavori, e ci sarà una sala convegni mentre al piano superiore saranno trasferiti tutti gli uffici della Fondazione. A traslocare, già a dicembre, saranno una ventina di dipendenti del teatro che oggi lavorano nella sede di via Dante. L'operazione consentirà di risparmiare 80mila euro all'anno di affitto e di aprire nel cuore del centro storico uno spazio per mostre e conferenze. Ed è di questo che Decaro vuole parlare. "Questo è un altro bene restituito e aperto alla città sottolinea il sindaco - sono molto soddisfatto perché finalmente possiamo valorizzare un edificio di grande pregio. È straordinario poter portare il centro operativo della Fondazione nel cuore di Bari. La Direzione regionale per i Beni culturali sta portando a termine un intervento di restauro importante e complesso, che finalmente ci consentirà di riaprire le porte di palazzo San Michele a tutta la città. Il piano inferiore, infatti, è destinato ad ospitare uno spazio interessante, nel quale potremo esporre i reperti medievali rinvenuti durante gli scavi nella parte inferiore della struttura, e allo stesso tempo organizzare mostre ed eventi, non solo della Fondazione ma anche del Comune. Mi piacerebbe che la prima mostra fosse dedicata alle opere della Fiera del Levante".