L'ANALISI UNA politica debole, un sistema labirintico di tecnici. Dobbiamo a loro se Firenze è una tela di Penelope dove si fa e il giorno dopo si disfa. E dove la classe politica è quella cosa con la quale tutto resta tale e quale. Prendete l'aeroporto, che nel gioco del domino delle grandi opere è la tessera numero uno. Dopo trent'anni di polemiche inconcludenti sul potenziamento di Peretola, con Matteo Renzi ed Enrico Rossi si salda per una straordinaria congiunzione astrale l'asse Comune-Regione. Mai nei trent'anni precedenti era accaduto. L'aeroporto sembra finalmente decollare. Sembra. Il masterplan di Peretola valido fino al 2029, quello che prevede la nuova pista parallela, è atterrato sul tavolo della Commissione di Via del ministero all'ambiente il 24 marzo 2014. Ebbene, è ancora lì. Il ministro Galletti ogni tre per due dice: «La Via è in arrivo». È lui che traccheggia o è lui che non ha la forza di imporsi ai suoi stessi tecnici? Dove cresce e dove si annida il ritardo? Il Pit e il Piano paesaggistico della Regione furono ai tempi confezionati dai tecnici dell'allora assessore tecnico all'urbanistica. E se il Pit prevede lo spostamento del laghetto artificiale di Peretola, il Piano no. Neanche i pareri dei vari tecnici combaciano: quelli dell'Arpat approvano la valutazione di impatto ambientale della pista. Quelli del Nurv (nucleo unificato regionale di valutazione) inviati alla commissione di Via, in contrasto con il parere positivo spedito dal governatore Rossi, parlano di criticità, incompatibilità e incoerenza urbanistica. Un loro rappresentante siede pure nella Commissione di Via. Che assieme al ministro viene diffidata dai comitati dall'autorizzare la pista. Il resto lo fa la paura. Quella di firmare un atto un giorno e vederselo impugnare al Tar il giorno dopo. Eppure il governo, nonostante i solleciti di Enac, non sente il bisogno di fare una legge per legalizzare la prassi di dare la Via ai masterplan che durano anni senza aspettare il progetto definitivo. Che dire poi dello stop del Tar all'inceneritore? Era il 1986 quando la giunta Bogianckino chiuse l'inceneritore di San Donnino. E assieme partirono gli annunci per un impianto di nuova generazione. Sono passati trent'anni. Che ha fatto la politica in questo tempo? Oltretutto, lo stop arriva per via del boschetto di mitigazione ambientale non ancora piantato. Siccome il boschetto va spostato a causa della nuova pista, il masterplan aeroportuale gli riserva ampio spazio altrove, assieme agli alberi che lo scalo deve piantare per la sua mitigazione ambientale. Per di più l'autorizzazione bocciata dal Tar era stata ottenuta dopo anni e anni di lentezze burocratiche e rende paurosa l'idea di ricominciare da capo. La gara regionale per la concessione del servizio bus su tutta la Toscana è stata congelata dalla sentenza del Tar che l'approva tutta, tranne la parte che riguarda i piani economici, giudicando inaffidabile sia quello di Ratp che aveva vinto che l'altro di Mobit-Ferrovie che aveva fatto ricorso. Il Tar lo ha deciso sulla base della relazione del proprio tecnico incaricato, che aveva bocciato il piano di Ratp. E a quel punto i giudici hanno respinto anche il piano di Mobit- Ferrovie accettando le ragioni di Ratp. Ma, all'opposto, la commissione regionale aveva aggiudicato la concessione a Ratp con un ribasso maggiore ma considerato ambedue i piani affidabili. Anche questo sulla base delle valutazioni del proprio tecnico. Quale dei due tecnici ha ragione? La Tav interroga la politica: è il sindaco Primicerio, nella seconda metà degli anni Novanta, a impostare il progetto. Siamo nel 2016 e ancora la Tav fiorentina non c'è. Difficile scrollarsi di dosso la sensazione che la classe politica fiorentina non se ne sia curata. Come spesso accade a una politica di corto respiro, che guarda al consenso immediato e si disinteressa dei progetti che oltrepassano il mandato. Soprattutto se si tratta di opere di grande impatto e tenacemente contestate. Dopo il decennio silente di Domenici sembra svegliarsi Renzi. Ingaggia un duello con l'allora ad di Ferrovie Moretti per cambiare la localizzazione della stazione. Non ci riesce. E la Tav s'impantana di nuovo.
FIRENZE - Politica debole e labirinto di tecnici la tela di Penelope intorno a Firenze
L'articolo parla della politica fiorentina e del sistema labirintico di tecnici che la governa. L'aeroporto di Peretola è un esempio di come la politica possa essere debole e indecisa. Il masterplan per l'aeroporto è stato presentato nel 2014, ma non è stato ancora approvato. Il ministro Galletti dice che la Via è in arrivo, ma non ha la forza di imporre ai suoi tecnici. Il Pit e il Piano paesaggistico della Regione furono confezionati dai tecnici dell'allora assessore tecnico all'urbanistica, ma non concordano tra loro.
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