L'emergenza è concreta. Come trovare i soldi per la ricostruzione dei beni artistici colpiti dal sisma? Il ministro dei Beni culturali raccoglie l'invito di Panorama. «Vedremo se, nel corso del lavoro parlamentare, ci saranno margini di miglioramento dell'Art bonus anche elevandone la soglia» dice Dario Franceschini. Il titolare del Mibact è dunque disponibile a fare propria la proposta contenuta nell'ultimo editoriale di Giorgio Mulè. «Le esigenze straordinarie legate alla cura del patrimonio artistico e monumentale dopo il terremoto dovrebbero spingere il governo ad alzare la soglia del 65 per cento del bonus anche al 90 per cento e portare dal 15 al 30 per cento il tetto sul reddito imponibile» scriveva il direttore di Panorama il 9 novembre. La strutturale carenza di fondi, infatti, rende necessario il coinvolgimento dei privati. L'Art bonus è la strada giusta, perché consente a cittadini e imprese di contribuire al restauro di opere d'arte indicate dal ministero, ottenendo in cambio detrazioni fiscali. Il tragico teatro post-sisma, però, richiede uno strumento più efficace. Franceschini segnala a Panorama che un passo in avanti, nel frattempo, si è fatto. «Il decreto legge sul terremoto semplifica il funzionamento dell'Art bonus nei Comuni del cratere ed estende questa importante agevolazione fiscale alle donazioni per il restauro degli edifici religiosi». Ma il tema cruciale resta quello dei soldi. Non è un caso, allora, se la proposta del nostro settimanale ha registrato un coro di consensi. «Alzare la soglia dell'Art bonus è certamente una buona idea, e andrebbe fatto non solo sotto la spinta dell'emergenza, ma in perpetuo. Senza però che questo sia l'alibi perché le istituzioni pubbliche restino con le mani in mano» commenta Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte. «La conclamata mancanza di fondi è un illusorio gioco delle tre carte» avverte. «Se ha ragione la Confcommercio nel segnalare che ogni anno ci sono oltre 150 miliardi di euro di tasse non pagate, basterebbe recuperare un quinto di questa immensa evasione (la terza al mondo dopo Messico e Turchia) per rendere possibili gli auspicati investimenti in cultura, sanità, messa in sicurezza del territorio. Armonia fra investimento pubblico e contributi privati, questa è la strada. Non la temuta "ritirata dello Stato", che i contributi privati non sarebbero mai in grado di sostituire» conclude. Rilancia Fabrizio Moretti, gallerista con sedi a Firenze, Londra e New York e mecenate delle arti: «Bisogna alzare la soglia fino al 120 del credito d'imposta, e non solo per gestire questa emergenza. Sgravi allettanti e sistematici a favore di chi investe in cultura, infatti, aiuterebbero la ricostruzione e contrasterebbero l'enorme elusione fiscale che piaga il nostro Paese» spiega. «Investire sulla bellezza diventerebbe più vantaggioso che fuggire dal fisco». Sposa l'idea di Panorama anche lo storico dell'arte Flavio Caroli: «Migliorare l'Art bonus sarebbe lo strumento più immediato e utile per la ricostruzione». Polemico è invece il direttore dei Musei vaticani, Antonio Paolucci. Pur considerando la proposta di Panorama «un'idea positiva e da incoraggiare», sposta l'attenzione sull'elemento umano: «Esistono, nelle Soprintendenze dissestate dalla riforma Franceschini, le competenze tecniche, i saperi e i mestieri necessari per guidare correttamente i restauri?» si domanda. «Ai tempi del terremoto di Marche e Umbria del '97, quando ero commissario straordinario per il restauro del Sacro convento di Assisi, le risorse umane c'erano. Adesso, da quanto è dato vedere, si ha l'impressione che non sia più così». Senza gli uomini giusti, i soldi non bastano. Ma è anche vero il contrario. La priorità è adesso raccogliere i fondi. E l'Art bonus, così com'è, non è sufficiente a invogliare i cittadini. Dall'entrata in vigore della legge (29 luglio 2014) fino a oggi, il Mibact ha incassato 123.899.078 euro di donazioni. Una cifra impietosamente lontana da quella prevista per la ricostruzione. Se è presto per fare stime precise, rendono l'idea le dichiarazioni rilasciate all'Avvenire il 2 novembre scorso dal direttore dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro Gisella Capponi: «Dopo il 24 agosto, il ministero aveva stimato 600 milioni di euro per il recupero di opere danneggiate. Ora si parla di miliardi». L'ipotesi dell'Art bonus, lanciata su Panorama del 9 novembre.
L'ART BONUS PER IL SISMA
Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha espresso la disponibilità a elevare la soglia dell'Art bonus, un'agevolazione fiscale per il restauro di opere d'arte, fino al 90% per aiutare nella ricostruzione dei beni artistici colpiti dal sisma. Il direttore di Panorama, Giorgio Mulè, aveva proposto di aumentare la soglia fino al 120% del credito d'imposta per incentivare gli investimenti privati nella cultura. L'Art bonus consente a cittadini e imprese di contribuire al restauro di opere d'arte indicati dal ministero, ottenendo in cambio detrazioni fiscali. Tuttavia, la struttura carenza di fondi rende necessario il coinvolgimento dei privati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo