Napoli. «La sicurezza noi musei c'è». Ma non si vedo e soprattutto non so no può parlare. 0 meglio: «Non è possibile rendere pubbliche le misure incluse nel piano antiterrorismo». Cosi custodi e dipendenti dei musei napoletani rispondo non appena si esprime la volontà di capire in cosa consista il sistema di cui si discute tanto in questi giorni. Giusto, se si vuole sperare di sventare la minaccia terroristica occorre che il "nemico" non sappia in quali controlli potrebbe incappare, che non sospetti in che modo potrebbe essere scoperto. Di conseguenza è più che comprensibile (e giusto) l'atteggiamento di chiusura e i "no comment" sostanziali dietro cui i responsabili dei vari musei - da Capodimonte a Sant'Elmo, da San Martino a Palazzo Reale - si trincerano. Tuttavia, cercando di capire in che modo gli operatori delle gallerie debbano intervenire in caso di "emergenza", si avverte netta la sensazione che qualcosa non quadra. Nei musei della città si continua ad entrare ed uscire con troppa facilità, e soprattutto è fin troppo semplice introdurre un po' di tutto. Altra questione delicata: la vigilanza. Di divise neanche a parlarne. Certo, forse gli addetti sono tutti in borghese, ma c'è da scommettere che, se anche uno solo di loro fosse in divisa, i visitatori si sentirebbero rassicurati. A Castel Sant'Elmo la risposta del dipendente di turno sembra quasi preparata da copione. «Per parlare del piano antiterrorismo è necessario contattare la direzione generale - spiega - io non so ancora in che modo noi dobbiamo intervenire, sono tornato ieri in servizio e non sono stato messo al corrente ancora di nulla». La vera questione, però, è un'altra: i controlli appaiono insufficienti, introdurre un ordigno, nascosto ad esempio in uno zaino o una borsa, è relativamente semplice. I poli museali sono stati definiti dal ministro dei Beni culturali Rocco Bottiglione, obiettivi a rischio attentati. Al museo di Capodimonte garantiscono la rigidità dei controlli e lasciano intendere che l'intensificarsi delle ispezioni e l'obbligo di depositare borse e valigie rispondono a misure che fanno parte del piano antiterrorismo in atto. All'interno del bosco, quindi, il piano già c'è, è in vigore, anche se è severamente vietato parlarne. Top secret.. Ma al di là di Capodimonte la situazione negli altri musei è decisamente differente.