Portali, finestre, arcate, mosaici, pavimentazioni. Rughe antiche, sfiorate con distrazione, nonostante la storia e le storie che le accompagnano, nei frammenti di una città che guarda al futuro, spesso, senza la capacità di rileggere il passato e le sue tracce memoriali. Inizia da qui l'ultima partitura per immagini di Ciro Fundarò: cento scatti, realizzati tra settembre e ottobre, per invitare l'occhio di chi guarda a smarrirsi nella propria città, come ci si smarrisce in una foresta. Non è facile, neppure per chi il centro storico a cui è dedicata la mostra che aprirà i battenti lunedì (ore 17), a Palazzo Ruggi d'Aragona, in via Tasso, a Salerno lo frequenta o addirittura lo vive nel quotidiano. «È una cosa tutta da imparare», direbbe Walter Benjamin, a cui, nei perimetri urbani, piaceva perdersi piuttosto che orientarsi. Fundarò, la traccia per non ritrovare la strada, l'ha scritta con la luce e le ombre che accarezzano colonne e frammenti di mosaici, zoommando su capitelli e portoni, operando squarci su finestre e arcate sospese su vicoli sporchi di poesia. Con la grazia adamantina di chi sa ferire la materia e guardarne la radiografia, per rileggere, in prospettiva, le radici della città e gli archetipi (compresi quelli storico-architettonici) del suo patrimonio storico-culturale. "Salerno in particolare immagini del centro storico", è il tema del progetto realizzato dal Dipartimento di scienze del patrimonio culturale (DiSPaC) dell'Università degli studi di Salerno, nell'ambito delle attività promosse dal distretto Databenc. I cento scatti del fotografo salernitano recentemente scomparso si offrono così allo spettatore come il passaporto necessario per un viaggio di rilettura del passato di una città costruita di desideri e di paure, per dirla con Italo Calvino. Con la mostra prende infatti il via un progetto teso a celebrare il centro storico attraverso una serie di eventi che si snoderanno in diverse location, fino al 28 gennaio. All'inaugurazione prenderanno parte Mariagiovanna Riitano, direttore del dipartimento di Scienze del patrimonio culturale Unisa (DiSPaC), Francesca Casule, soprintendente Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, Vincenzo Napoli, sindaco di Salerno, Aurelio Tommasetti, rettore dell'ateneo e Stefania Zuliani (Dispac), curatrice della mostra. La scrittura della storia cittadina passa per una grande cartografia tematica georeferenziata interattiva che insieme alle fotografie di Fundarò mira a svelare particolari invisibili del cuore antico della città e del suo ricco patrimonio, fatto di dipinti, sculture, elementi archeologici, immagini d'archivio. Frammenti che, da soli, raccontano guerre e tradizioni, costruzioni e sfide, amori e devozioni, perché una città basta ascoltarla, in sè contiene il riflesso di tante storie. Un focus è dedicato, inoltre, grazie alla collaborazione con il Mudif-Museo didattico della fotografia, alla documentazione fotografica dei lavori di restauro del Duomo, diretti negli anni Trenta da Michele De Angelis. Il racconto prosegue con un ciclo di incontri, in programma da novembre a gennaio, sempre a Palazzo Ruggi d'Aragona, su "La Bellezza nei secoli a Salerno" che ripercorre la storia e l'arte della città, dall'età antica a quella contemporanea. Si parte il 18 con un excursus dagli Etruschi alla colonia latina, curato da Angela Pontrandolfo del dipartimento di scienze del patrimonio culturale. Spazio anche alle installazioni multimediali Tempi Connessi. Uno sguardo al passato rivolto al futuro, che si terranno presso Palazzo Fruscione (dal lunedì al sabato ore 10-13) e nel complesso di San Pietro a Corte (da martedì a domenica ore 10-18). Alla storia, ai monumenti, alle tradizioni e agli scorci suggestivi del centro storico, infine, è dedicato il video Attraversare Salerno nel tempo, che ricostruisce il legame tra i luoghi più significativi della città e la memoria attiva trasmessa dal suo corredo cromosomico. Il video è visibile all'interno del Laboratorio di Palazzo Fruscione, a Palazzo Ruggi d'Aragona e al Museo virtuale della Scuola Medica Salernitana, che diventeranno contenitori "parlanti" di una storia collettiva, complessa, contraddittoria, da ripercorrere tutta d'un fiato per guardare con maggiore consapevolezza al nuovo ridisegno dei perimetri urbani, a quelle tracce disegnate non sul nulla, ma su un mosaico trasversale di pietra, sudore, progetto e, soprattutto, di grande visione.
SALERNO. (Ri)leggere il centro storico
La mostra "Portali, finestre, arcate, mosaici, pavimentazioni" di Ciro Fundarò è stata inaugurata a Palazzo Ruggi d'Aragona a Salerno. Il progetto, realizzato dal Dipartimento di scienze del patrimonio culturale dell'Università degli studi di Salerno, invita lo spettatore a smarrirsi nella propria città, come si smarrisce in una foresta. I cento scatti del fotografo salernitano recentemente scomparso mostrano colonne, portoni, finestre e arcate, operando squarci su vicoli sporchi di poesia. La mostra celebra il centro storico di Salerno attraverso una serie di eventi che si snoderanno in diverse location fino al 28 gennaio.
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