Via libera in Senato: non sarà più necessario il parere delle Soprintendenze. E i terreni rimarranno nella disponibilità delle amministrazioni locali SALERNO. È stata definita una vera e propria «rivoluzione» perché di fatto «responsabilizza definitivamente i territori» in materia di tutela ambientale. Il Senato ha approvato una importante riforma dei parchi che sostanzialmente cancella la sovrapposizione di Enti nel rilascio di pareri affidando ai parchi con Piani approvati pieni poteri nella tutela paesaggistica e lasciando alle cure dei Comuni il patrimonio di beni demaniali. L'iter parte da lontano. Tre anni fa fu il parlamentare Simone Valiante a proporre un disegno di legge in tal senso, in qualità di responsabile Ambiente del Pd della segreteria Epifani. «Più di un anno fa la discussione alla Camera alla mia interpellanza urgente spiega il parlamentare salernitano Poi il lavoro in commissione Ambiente con Tino Iannuzzi. Un parco a misura d'uomo che rispetti i territori e la gente che lo vive». Ma cosa accade con la modifica. «Il testo, tra le tante cose, introduce due novità rilevanti e significative per la gestione delle aree protette spiega la senatrice Angelica Saggese La prima riguarda la funzione autorizzatoria in materia di paesaggio per gli interventi edilizi da realizzare nel territorio dei parchi nazionali. Ad oggi tale funzione viene esercitata attraverso un duplice e spesso contraddittorio e dispersivo controllo, fonte di ritardi, confusioni e incertezze negative per i territori e la stessa funzione di tutela. L'innovazione riconosce al Piano del Parco il valore di Piano Paesaggistico e, pertanto, concentra nell'Ente Parco il ruolo di soggetto regolatore, competente per il rilascio del nulla osta diretto a verificare il rispetto fondamentale delle prescrizioni paesaggistiche e compatibilità del singolo intervento». In pratica le soprientendenze cedono il passo ai parchi, evitando ai privati di imbattersi in lungagini burocratiche che molto spesso finivano per consegnare a chi voleva realizzare un intervento, pareri contrastanti. Un papocchio che in molti casi favoriva il sorgere di abusi. Altrettanto importante la seconda novità, «introdotta in Aula grazie a un mio emendamento spiega Saggese sostenuto dai colleghi Iannuzzi e Valiante. Essa riguarda i beni demaniali che potranno essere concessi ai parchi, ottenendo così da un lato una maggiore ottimizzazione delle risorse e, dall'altro, preservando l'autonomia e il ruolo degli Enti locali nell'utilizzo dei beni demaniali presenti nel territorio dell'area protetta». Una novità che è stata salutata con soddisfazione anche dal presidente della Comunità del Parco del Cilento, Salvatore Iannuzzi. Che in più di una occasione aveva manifestato il suo disappunto sul passaggio di tali beni ai parchi. «I comuni sarebbero stati privati della propria autonomia ha commentato il presidente e avrebbero avuto una riduzione delle entrate correndo il rischio di disastrare irrimediabilmente le proprie casse». Ora la legge ritornerà alla Camera, quasi certamente dopo il voto referendario, per l'approvazione definitiva.