Torneranno in Reggia un quadro e un'alabarda dei Gonzaga L'autonomia del museo di Palazzo Ducale comincia a dare frutti anche sul fronte delle acquisizioni. Il direttore Peter Assmann, infatti, nei giorni scorsi ha sfruttato la possibilità di muoversi sui mercati dell'antiquariato e delle aste, riportando nella Reggia due oggetti che nei secoli scorsi avevano fatto parte delle collezioni gonzaghesche. Si tratta di quadro raffigurante una copia della Madonna delle Grazie, acquisito a Roma da un privato, e di un'alabarda appartenuta all'armeria dei Gonzaga, acquistata in asta a Londra. Maggiori particolari sull'operazione verranno resi noti nei prossimi giorni. La notizia è emersa martedì sera, nel corso di un incontro organizzato a Ca' degli Uberti dal Lions Club Mantova Host, imperniato proprio sul confronto tra musei pubblici e privati. Il presidente Marco Germiniasi ha invitato come relatori, coordinati da Alessandro Colombo, due personaggi che, pur nell'ambito di realtà diverse, hanno molti aspetti in comune: Giordano Bruno Guerri, presidente e direttore del museo del Vittoriale di Gardone Riviera, e Peter Assmann, da poco più di un anno chiamato dal ministro Franceschini a dirigere il complesso museale del Palazzo Ducale di Mantova. Entrambi, sotto la loro gestione, hanno visto crescere notevolmente il numero dei visitatori. Guerri fu chiamato otto anni fa dall'allora ministro Bondi. «Mi chiese di guidare il Vittoriale - ha ricordato - perché avevo scritto un libro su Gabriele D'Annunzio. Capii subito perché non era un posto ambito: era gratuito». Lo scrittore accettò la missione di risollevare un museo che, partito nel 1975 con 300mila visitatori all'anno e 30 dipendenti, era arrivato a dimezzarne il numero, ma con 43 dipendenti. La mossa decisiva? La richiesta di privatizzazione: si rinunciava ai contributi, ma c'era la possibilità di agire in modo più snello, anche per un diverso contratto dei dipendenti. Con Guerri alla guida sono state recuperate le Vallette (indicate ora come il più bel parco d'Italia), il canile del Vate (che era occupato da un'enorme e dispendiosissima caldaia) e il guardaroba del poeta, che ora fa bella mostra di sè per la gioia dei visitatori. Che sono tanti, soprattutto giovani e studenti. Ma anche utenti dei prestigiosi concerti organizzati nell'auditorium da 1.500 posti (Paolo Conte parte sempre da Gardone con i suoi tour). «I commercianti di Gardone ora mi stendono tappeti rossi» sottolinea Guerri, che spiega anche un altro fattore che porta visitatore: «Ho introdotto l'arte contemporanea al Vittoriale: anche perché la tomba di un museo è la frase: "L'ho già visto". In questo modo, è sempre qualcosa di diverso. Boom di visitatori e arte contemporanea caratterizzano anche la gestione Assmann del Ducale: la Reggia nel 2016 vedrà un numero di visitatori che si collocherà a metà tra quelli degli anni d'oro della Celeste Galeria (370mila) e della mostra sul Mantegna (330mila). Un incremento superiore a quello delle presenze di turisti giunti per Mantova Capitale. E ha introdotto, non senza polemiche, l'arte contemporanea a palazzo. Ma non si ferma, e riproporrà anche nel 2017 le sculture in piazza e sempre più eventi, mostre, presentazioni, cercando nuovi partner. Perché il Ducale non è solo Camera degli Sposi, ma anche un museo che deve fare marketing.
MANTOVA - Ducale, l'autonomia porta due acquisizioni
Il museo di Palazzo Ducale di Mantova, diretto da Peter Assmann, ha acquistato due oggetti che facevano parte delle collezioni gonzaghesche: un quadro raffigurante la Madonna delle Grazie e un'alabarda appartenuta all'armeria dei Gonzaga. Il quadro è stato acquistato a Roma da un privato, mentre l'alabarda è stata acquistata in asta a Londra. La notizia è emersa durante un incontro organizzato dal Lions Club Mantova Host, che ha visto la partecipazione di due personaggi: Giordano Bruno Guerri, presidente e direttore del museo del Vittoriale di Gardone Riviera, e Peter Assmann. Entrambi hanno visto crescere notevolmente il numero dei visitatori nel loro museo.
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