Si tocca con mano il degrado in cui versa il sito archeologico di bivio Bellocchio. La vegetazione ha coperto ogni cosa. Persino il grande pannello indicante i lavori di recupero dei mosaici del ministero per i Beni Culturali ed Ambientale è illeggibile, ormai completamente coperto dalle piante. Esattamente poco più di due anni fa (24 settembre 2014) Bruno Braca, storico esponente della sinistra giuliese scomparso, di fronte ad una situazione analoga si incatenò davanti al cancello dell'ingresso del sito archeologico. Subito dopo la protesta, l'amministrazione comunale intervenne per la pulizia e per la bonifica del territorio che ospita appunto gli antichi mosaici di età romano-imperiale. Da allora, però, nulla è stato più fatto e lo stato di abbandono regna sovrano nonostante l'estrema vicinanza a sud con l'area cimiteriale ed il Parco della Rimembranza. Risalgono al 1986 quei ritrovamenti di Castrum Novum Piceni. In quel tempo gli scavi furono portati avanti dall'equipe presieduta da Paolo Sommella di Roma coadiuvato da Luisa Migliorati, direttrice dei lavori, e da Loredana Di Emilio. Gli stessi furono affiancati giornalmente dai volontari dell'Archeoclub di Giulianova coordinati dall'allora responsabile Maria Braga. Nel corso dell'estate molti turisti hanno cercato di poter visitare il sito, ma quando sono arrivati sul posto guidati da una cartina hanno dovuto fare dietrofront dopo aver preso atto dell'impossibilità di vedere l'area. Area archeologica la cui apertura al pubblico risale al periodo in cui sindaco di Giulianova era Claudio Ruffini. Alfonso Aloisi
GIULIANOVA L'area archeologica di bivio Bellocchio nel degrado
Il sito archeologico di Bellocchio è in stato di degrado. La vegetazione ha coperto ogni cosa, incluso il grande pannello indicante i lavori di recupero dei mosaici. Il sito è stato oggetto di scavi nel 1986, quando gli scavi furono portati avanti dall'equipe presieduta da Paolo Sommella. L'area archeologica è stata aperta al pubblico durante il mandato di sindaco Claudio Ruffini. Oggi, il sito è inaccessibile a causa del degrado e della mancanza di interventi di recupero. I volontari dell'Archeoclub di Giulianova hanno cercato di visitare il sito, ma sono stati respinti. Il sito è vicino all'area cimiteriale e al Parco della Rimembranza.
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