Continua a tenere banco il caso della distruzione del grande dipinto a muro (circa tre metri per tre) che il noto e compianto pittore cividalese Aldo Colò realizzò nel 1961, su incarico dell'amministrazione civica del tempo, nell'atrio della scuola dell'infanzia Podrecca. Il Partito democratico incalza, con una dettagliata interrogazione depositata in vista della seduta consiliare del 21 novembre, ma il sindaco Balloch getta acqua sul fuoco, sostenendo che l'abbattimento era soluzione obbligata: «Quel tramezzo purtroppo spiega , rappresentava un punto critico su cui era imperativo intervenire. L'incolumità dei bambini prima di tutto: mi sembra considerazione ovvia, a maggior ragione pensando a quanto è accaduto in centro Italia. È stata una scelta tecnica finalizzata a rendere più sicura una scuola che non rispondeva alle normative antisismiche. Scelta sofferta, superfluo dirlo, ma necessaria. Il dipinto in questione era una tempera su intonaco: per salvaguardarlo, considerate anche le notevoli dimensioni, si sarebbe dovuto mettere in atto un'azione complicata, staccando l'intera parete. Siamo dispiaciuti, naturalmente, soprattutto per i familiari del maestro, ma ripeto: la tutela della pubblica sicurezza deve stare al primo posto. Il Comune nutre, mi sembra superfluo sottolinearlo, una profondissima stima per Aldo Colò, scomparso nel 2015: mi rammarica che l'intervento sia stato interpretato come uno sfregio alla sua memoria. Renderemo omaggio alla figura del pittore nella scuola ristrutturata con iniziative in via di definizione». Difficile immaginare, però, che la minoranza consiliare si accontenti delle giustificazioni addotte, a giudicare dai toni accesissimi delle prime dichiarazioni e, ora, dai contenuti dell'interrogazione firmata da Pd, Cittadini per Massimo Martina sindaco e Rinascita. «L'opera, una delle pochissime realizzate da Colò con quelle modalità e in misura così ampia si legge nel testo , rappresenta per generazioni di cividalesi un ricordo della propria infanzia. Rileviamo che il progetto prevedeva la demolizione del muro senza prospettare alcuna azione per la salvaguardia del dipinto. La legge 42 del 2004 stabilisce, all'articolo 10, che "sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle Regioni e agli altri enti pubblici territoriali che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico": chiediamo al sindaco di chiarire i motivi che in sede di redazione del progetto eo di validazione dello stesso, nonché durante l'esecuzione dei lavori, hanno escluso l'individuazione di soluzioni tecniche mirate alla doverosa tutela del murale».