SILENZIOSAMENTE. Come è stato installato, così ieri è stato rimosso. Il maxicartellone pubblicitario davanti alla Casina del Boschetto è stato smontato pezzo per pezzo. Ora non c'è più, resteranno a terra le buche che dovevano sostenerlo. Un'invasione, quella dei "quadri topografici", metà informazioni (con una cartina che dice "noi siamo qui") e metà pubblicità. Un'invasione che non ha tenuto conto dei vincoli paesaggistici e storici. Chi ha ordinato la rimozione del maxitabellone davanti alla Casina del Boschetto? «L'amministrazione comunale», è la risposta secca degli operai. «E' vero», conferma l'assessore comunale all'Arredo Urbano, Luca Esposito. «Stiamo valutando altre destinazioni, di concerto con la Jolly Pubblicità, la società concessionaria». Tant'è, perché dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici, dopo una serie di sopralluoghi, sta per partire un'ordinanza che regola l'installazione dei "quadri": e quelli che derogano al decreto legge 422004, più conosciuto come "Codice Urbani", dovranno essere rimossi. Immediatamente. L'avviso è indirizzato a Palazzo San Giacomo e alla Jolly Pubblicità. E segna una vittoria a favore degli uffici coordinati dal soprintendente Enrico Guglielmo in un braccio di ferro con l'amministrazione comunale che dura da qualche anno. Dopo i totem, i "quadri topografici" piazzati in tutta la città e in particolare a via Caracciolo, area sotto vincolo per eccellenza: 750 i cartelloni pubblicitari, piccoli e grandi (alcuni sono alti 2 metri e 60 centimetri e larghi un metro e quaranta), alcuni da installare (o già piazzati) davanti a edifici storici o ad aree paesaggistiche. Solo nel quartiere Vomero ce ne saranno, secondo i piani, 75 (14 in via Cilea, 12 in via Luca Giordano). Altrettanti a Ghiaia. I primi tre sono comparsi, nei giorni scorsi, nei pressi della Villa Comunale: uno è posizionato davanti alla Casina del Boschetto (ed è stato rimosso ieri), il secondo a pochi passi dalla Stazione Zoologica Dorhn, il terzo copre il paesaggio a uno dei chioschi del Parco. Ma quei "quadri" non li vuole nessuno. Il no arriva soprattutto da alcune circoscrizioni. Il parlamentino del Vomero ha votato nei giorni scorsi un ordine del giorno in cui si chiede di riconsiderare ilpiano territoriale e che i maxitabelloni vengano ridotti. Richieste da discutere amcora in una conferenza di servizi. «Non è possibile sottoporre il quartiere collinare aun ulteriore degrado», denuncia il capogruppo diessino alla circoscrizione, Giuliano De Cristofaro. «Non c'è nessuna polemica con la Soprintendenza e le circoscrizioni», spiega Luca Esposito. «Anzi è in atto una linea di confronto. L'installazione sarà compatibile con i vincoli paesaggistici imposti dal "Codice Urbani"».