Non sono pochi i i nodi sulla gestione di Bologna Musei che un incontro dei consiglieri con l'assessora alla cultura Gambarelli, un po' in extremis - pochi giorni prima della chiusura del bando per il rinnovo del cda -, ha tutt'altro che sciolto. Ingegner Finzi, quindi è nell'ultimo anno che qualcosa nei Musei si è inceppato? «Le nostre preoccupazioni, che non abbiamo nascosto all'assessora Gambarelli quando il 27 ottobre l'abbiamo incontrata a Palazzo d'Accursio, hanno preso forma negli ultimi due anni. Il museo Mambo, con Villa delle Rose, il museo Morandi e il museo per la memoria di Ustica, ha una natura diversa rispetto ai musei di conservazione. La cultura del contemporaneo è dinamica. La presenza dell'ex Gam all'interno dell'Istituzione costituisce un'anomalia. A questo si è aggiunto il venir meno dell'autonomia del presidente Lorenzo Sassoli e del cda rispetto alle scelte dell'amministrazione. La gestione si è appiattita. E il contemporaneo soffre più di altri». È accaduto prima dell'uscita del direttore Maraniello? «Laura Carlini è stata un'ottima direttrice, ha saputo parlare ai diversi musei e direttori con grande equilibrio, impegno e dedizione. Ma ha trovato una situazione già mutata. Le cose sono cambiate con l'assessore Ronchi». Ad esempio? «Il rapporto con le fondazioni bancarie e gli sponsor. il presidente Sassoli trattava direttamente, e decideva in autonomia l'investimento dei contributi che otteneva. A un certo punto l'amministrazione ha rivendicato un rapporto diretto con le fondazioni e la scelta della destinazione dei contributi. Ma è diverso dal presentare a un partner economico il proprio programma e la propria visione e conquistare la fiducia dei finanziatori. Tanto più in un quadro di mancanza di risorse generalizzata ». È per questo che la gestione si sarebbe appiattita? «La cultura del contemporaneo ha bisogno di mantenere relazioni internazionali. Ne è la dimostrazione la mostra di Giorgio Morandi al Metropolitan di New York. È il risultato del lavoro che il presidente e il direttore Maraniello hanno svolto grazie alla loro reputazione e alle loro relazioni. Si sono mossi personalmente. È diverso da un'amministrazione che dice: mi muovo io e voi state fermi. Si fa in fretta ad arretrare». L'assessora Gambarelli ha condiviso le vostre preoccupazioni? «Ha idee molto chiare. E avrà sicuramente un progetto di rilancio. Ma mi sembra che non abbia condiviso la nostra testimonianza. E questo mi ha convinto ancor di più di non essere adatta a quel ruolo». C'è il rischio di una paralisi dell'attività espositiva? Istruire e concludere il concorso per la nuova direzione comporterà un lungo periodo «Laura Carlini stava trattando con il museo Pukin di Mosca una mostra di Morandi e uno scambio di opere. Ce ne ha parlato nell'ultima riunione del consiglio. Il Pukin avrebbe prestato un Cézanne. La modalità così secca, sbrigativa, con cui è stato interrotto il rapporto con Carlini e i tempi lunghi di un concorso non giovano al buon esito dello scambio. Ma per me la questione più preoccupante è che non sembra condivisa l'esigenza di autonomia del Mambo, il che significa non voler accreditare le sue capacità di azione né l'uso di risorse proprie. Andrebbero trovate forme più adatte a un museo contemporaneo, una fondazione, un trust... La gestione degli ultimi due anni è stata una cosa penosa». Eppure la mostra su David Bowie attrae le folle. Lei come la considera? «Per me è una mostra straordinaria, con un allestimento di altissimo livello tecnico e ben inserita nella programmazione del museo. Non la considero una scivolata commerciale, né una concessione al gusto del pubblico: è il racconto di una rivoluzione di costume».
BOLOGNA - "Poche risorse, meno autonomia i musei fanno presto a arretrare"
L'assessora alla cultura Gambarelli ha incontrato i consiglieri dei Musei di Bologna per discutere della gestione dei musei. I consiglieri hanno espresso preoccupazioni sulla gestione dei musei, in particolare sulla cultura del contemporaneo, che soffre di una gestione appiattita. La preoccupazione è che la gestione si sia appiattita a causa dell'assessore Ronchi, che ha cambiato il rapporto con le fondazioni bancarie e gli sponsor. I consiglieri hanno anche espresso preoccupazioni sulla mancanza di autonomia del presidente Sassoli e del cda rispetto alle scelte dell'amministrazione. L'assessora Gambarelli ha condiviso le preoccupazioni, ma non ha condiviso la testimonianza dei consiglieri.
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