ILAVORI per consolidare l'attico del Colosseo, cioè le pareti interne dell'anello del terzo ordine, quello più alto, dove la pietra si sta sgretolando, sarebbero potuti iniziare almeno un anno e mezzo fa. È da allora infatti che è partita da Roma Metropolitane la prima di una serie di lettere al Campidoglio per ottenere l'autorizzazione a firmare il protocollo d'intesa, che avrebbe sbloccato i dieci milioni previsti dal Cipe al momento del finanziamento della tratta 3 della Metro C, quella che va da San Giovanni al Colosseo, per una serie di opere per le aree e i monumenti antichi vicini al percorso delle gallerie sotterranee, ovvero il Colosseo, la piazza del Colosseo e le "Colonnacce" del Foro di Nerva. «Abbiamo scritto al dipartimento competente spiega Andrea Sciotti, l'ingegnere Responsabile Unico del Procedimento della Metro C perché abbiamo bisogno di un sì da parte del Comune per sottoscrivere il protocollo d'intesa, ma non c'è ancora stata una risposta. Ultimamente sembra che si fosse indecisi se il testo del protocollo dovesse o meno passare in giunta». Il giorno dopo l'appello del soprintendente all'Archeologia Francesco Prosperetti, che ha denunciato lo stato in cui versa l'ultimo ordine di archi del Colosseo dalla parte interna (vietata al pubblico) e ha minacciato di bloccare i lavori della talpa della metropolitana che dal 2017 dovrebbe scavare la galleria verso il Colosseo, perché le vibrazioni potrebbero causare crolli, scende in campo Roma Metropolitane. Si tratta della "stazione appaltante" della Metro C, la società di proprietà del Comune che la sindaca Raggi ha annunciato di voler mettere in liquidazione. «La talpa sottolinea Sciotti ora è in fase di revisione, sarà montata sotto viale Ipponio e poi comincerà a scavare entro il prossimo anno. Non appena il protocollo d'intesa sarà firmato, potremo indire la gara, perché il progetto per l'intervento da fare al Colosseo è già pronto da tempo e approvato dalla Soprintendenza, che sorveglierà i lavori». Paradossalmente sul fronte dell'antico Castra, la caserma dei soldati romani del II secolo, scoperta sotto viale Ipponio durante i lavori per la costruzione della stazione Amba Aradam, l'impasse è la stessa. Anche in questo caso il soprintendente Prosperetti ha minacciato di far riseppellire i resti per proteggerli dalla pioggia e dal gelo se gli enti finanziatori, Comune, Stato e Regione, non approveranno al più presto la variante per far partire il progetto di una "stazione archeologica", con il tesoro ritrovato spostato e valorizzato all'interno della stazione stessa. «Abbiamo mandato agli enti finanziatori uno studio di fattibilità dopo il progetto di massima fatto stendere dal Consorzio dei costruttori continua Sciotti e anche una seconda variante, quella per ospitare al primo livello interrato dalla nuova stazione del Colosseo il centro servizi e di informazione sull'area archeologica voluto dalla soprintendenza. Si dovrebbe aprire un tavolo per decidere, ma ancora non è arrivata nessuna risposta ». E l'antica caserma? «Per adesso conclude Sciotti i resti hanno avuto un primo restauro e sono protetti da una tettoia. Ma a lungo non può bastare».