DOPO sei anni di inattività scenica ingiustificabile, dopo sei anni di imbarazzante (vogliamo dire vergognosa?) cancellazione dalla mappa delle sale romane, dopo sei anni di danno culturale immenso alle attività teatrali della Capitale, dopo 4 anni di occupazione e 2 di rimodulazione promessa, rinvii, questioni di verifiche e di necessarie rimesse in sesto, misteri di responsabilità e burocrazie irrisolvibili, il teatro più antico della città, il Valle inaugurato nel 1727, come sembra ormai certo, per dichiarazione dell'assessore alla Cultura del Comune, Luca Bergamo, l'anno prossimo, a 290 anni dalla nascita, potrà riavere dignità sotto forma di una messa in calendario di interventi, pratiche, riassestamenti, restauri e preliminari per una nuova auspicata funzionalità di spazio prezioso per gli spettatori romani. La novità risiede in un'affermazione di cui ieri s'è fatto garante e interprete l'assessore Bergamo. «Si sblocca l'iter per la riattivazione del Valle occupato dal 2011 al 2014, e poi rimasto chiuso per adempienze architettoniche e in sicurezza. I lavori partiranno da gennaio 2017. Secondo l'accordo di valorizzazione tra Comune, ministero dei Beni culturali e Demanio dello Stato che abbiamo trovato, ci saranno tre fasi: si partirà con la verifica degli impianti e la manutenzione ordinaria, si andrà avanti con la messa a norma, per concludere con il restauro». Parole risolutrici, intenti attesissimi. Per la cronaca, prima dell'estate era stato firmato l'accordo, propedeutico al passaggio di proprietà del Valle dallo Stato, cioè dal ministero, a Roma Capitale. Spetta al Comune verificare la regolarità urbanistica e catastale dell'edificio, che ha precisi vincoli da parte della Soprintendenza. Il Demanio provvederà poi al trasferimento a titolo non oneroso della proprietà del bene entro 90 giorni dalla comunicazione ad opera di Roma Capitale dell'avvenuta verifica e aggiornamento della documentazione. Entreranno in moto gli stanziamenti. Un milione e mezzo nel bilancio del ministero, e altrettanto in quello del Campidoglio. Fondi utilizzabili solo nel momento in cui il Comune potrà iniziare ad agire in quanto effettivo proprietario del teatro. Quanti giorni serviranno per tutte queste pratiche? I cittadini e la stampa monitoreranno le varie fasi, fiduciosi che ormai il recupero di questo luogo fondamentale della cultura è finalmente garantito. È ottimistico sperare che entro il 2017 il Valle sia attivo? E si metterà in moto il meccanismo dell'attribuzione programmatica e gestionale della sala. S'è detto, a buon titolo, per una logica "pura" istituzionale di appartenenza a un organismo pubblico della Capitale, che il Valle entrerà nella sfera del Teatro di Roma, per renderne più costituito il ruolo di Teatro Nazionale, veicolando nel Valle le drammaturgie, le imprese forti da testare. Come potrebbe essere altrimenti? E in tema di ripristini, Bergamo annuncia una riapertura del Nuovo Cinema Aquila, entro l'estate.