ROMA - E' facile immaginare che «i luoghi santi del cristianesimo, soprattutto qui a Roma, siano nel mirino del terrorismo», ma non bisogna però «sottovalutare il grande prestigio che Giovanni Paolo II e adesso Benedetto XVI hanno nel mondo islamico». E' quanto ha detto il ministro per le Attività culturali, Rocco Buttiglione, intervistato da Radio Vaticana sui rischi di un possibile attentato in Italia ed in particolare nei luoghi sacri. Ricordando che tutto quello che è stato possibile fare per tutelare i luoghi d'arte è già stato messo in cantiere ma che vista l'enormità del patrimonio mancano ingenti risorse, Buttiglione ha affrontato il tema specifico del terrorismo e dei luoghi religiosi: «Il mondo islamico sa che il miglior amico che ha nell'occidente è la Chiesa Cattolica, il Papa della Chiesa Cattolica. Penso che anche i terroristi sentano il peso di questo fatto e sappiano che colpire i luoghi santi cristiani a Roma, significherebbe provocare una reazione di sgomento in tutto il mondo islamico, anche tra molti che oggi in qualche modo li sostengono e li coprono». «Quindi - ha concluso - penso che sia una decisione difficile per i terroristi, quella di colpire Roma. Certamente però noi dobbiamo prepararci a fare fronte ad ogni evenienza». Nella lunga intervista al canale in Fm di Radio Vaticana, Buttiglione ha anche detto che le comunità islamiche italiane dovrebbero prendere «con più decisione» le distanze da certe ideologie violente e che in ogni caso la linea politica espressa dal ministro degli Interni è giusta: «Massima severità per difendere i cittadini e punire i colpevoli. No ad ogni isterismo e difesa dei diritti dell'uomo, per evitare che invece di colpire i colpevoli andiamo a colpire degli innocenti». Infine per rispetto all'attentato di Londra, il ministro ha detto che ci ha insegnato «che non sempre si riesce ad evitare gli attentati, ma che però, quando si è preparati, si può diminuire il numero dei morti, il numero dei feriti e l'impatto che questo ha sulla vita della città».