L'INTERVISTAVINCENZO TINÈ GUIDA LA DIREZIONE LIGURE DEI BENI CULTURALI «È urgente un Piano paesaggistico regionale anche per tutelare i centri storici: a cominciare da quello di Genova »: il Soprintendente regionale unico per i Beni Culturali, Vincenzo Tiné, invoca un intervento del suo ministero. Perché il territorio ligure non possiede un Piano paesaggistico, uno strumento che garantirebbe tutela anche al centro storico di Genova, che secondo il nuovo responsabile unico delle tre ex soprintendenze liguri (Archeologica, Beni artistici e storici, Beni architettonici) va tutelato così come tutti i centri storici della Liguria, molto «aggrediti» nei decenni scorso. Soprintendente Tiné, perché il Piano paesaggistico regionale influisce sulla tutela del centro storico di Genova? «Si potrebbe addirittura arrivare a un conflitto tra la tutela del centro storico e il tipo di tutela che imporrà il nuovo piano paesaggistico regionale, quando ci sarà. Manca infatti una legge che chiarisca se le regole dei centri storici riconosciuti come tali possono sovrapporsi alla tutela paesaggistica e in che modo. In Veneto, dove ero in soprintendenza prima di arrivare in Liguria, era escluso, ma sarebbe fondamentale in Liguria. Perché il centro storico di Genova o di Chiavari, Albenga, Ventimiglia sono stati a tratti, o in gran parte, distrutti dalla speculazione e una tutela di tipo paesaggistico l'avrebbe evitato». Ecco, il piano paesaggistico della Liguria: non c'è. E avviarne la realizzazione è stato il suo primo atto: a che punto è? «All'inizio è stato un poco complicato far comprendere la necessità assoluta di avere un Piano paesaggistico in Liguria, devo dire che l'assessore regionale Marco Scajola si è convinto e ha agito per ottenerlo. Purtroppo, ad oggi, non è partito nulla perché l'accordo tra Regione e Ministero per i Beni culturali è ancora alla firma a Roma, tra il ministro Franceschini e il presidente ligure Toti, e non so per quali ritardi burocratici». Lei, intanto, ha le mani legate? «Come uffici di soprintendenza stiamo portandoci avanti e stiamo strutturandoci per essere pronti, formalmente, per avviare la fase istruttoria e iniziare i lavori». Quanto tempo dovrà aspettare la Liguria per avere un Piano paesaggistico? «Ci vorranno anni e non mesi, come ha invece annunciato qualcuno. Io spero che ci vorranno pochi anni, ecco. Stiamo organizzando una giornata dedicata alle zone archeologiche, a dicembre, per aprire il dibattito su come costruire il Piano. A cominciare da una delle principali fragilità del Paesaggio, proprio le aree archeologiche liguri». E il centro storico di Genova? Sono vincolati i Rolli, i singoli palazzi, parti di essi, ma l'unità complessiva quale tutela ha? «Il Centro Storico ha una tutela urbanistica come "centro storico". A Genova e in Liguria lavoreremo per creare una copertura paesaggistica anche dei centri storici». Proprio in questi giorni, il centro storico vede scontrarsi il sindaco, con la sua ordinanza anti-movida, e i commercianti dei locali notturni, che non vogliono restrizioni. Cosa è bene per il centro storico: la movida o la quiete? «Come cittadino e come uomo della tutela dei monumenti penso che l'ordinanza del sindaco sia giusta. Se Genova vuole proseguire la sua vocazione turistica e culturale deve favorire in centro storico il fiorire delle botteghe storiche, dei luoghi raffinati, che non succede niente se chiudono all'1 di notte: sarebbe bello proseguire sulla strada di cercare un pubblico più vasto di quello dei nottambuli».