Enrico Guglielmo Soprintendente per i Beni Architettonici - Napoli Su "Repubblica" di ieri Antonio Corbo, nel replicare a Guido Donatone sulla vicenda dei pontili di Mergellina, conclude il corsivo: «La Sovrintendenza va tuttavia elogiata. Si batte per il paesaggio. Anche contro Comune, Regione, Autorità del porto. È uno dei suoi compiti di istituto. Così come un giorno troverà il tempo anche per le 90 mila richieste di condono inevase (legge 4785). I Comuni aspettano la sua risposta da vent'anni». È appena il caso di segnalare che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Napoli e Provincia è tenuta, come tutte le soprintendenze d'Italia, a espletare le pratiche ricevute, indipendentemente dall'esito favorevole o meno dei singoli casi sottoposti al controllo di legittimità, entro i termini temporali assegnati dalla legge: sessanta giorni. Tale norma non fa eccezioni per condoni e sanatorie degli abusi edilizi e, pertanto, la Soprintendenza di Napoli si è sempre attenuta al rispetto dei termini fissati dal legislatore e, di conseguenza, non ha alcuna pratica in attesa di definizione oltre il termine su indicato. È pur vero che la materia dell'abusivismo edilizio registra ritardi eccezionali, certamente non imputabili a chi, come appunto la Soprintendenza, nella materia ha esclusivamente ruolo di controllo essendo la competenza attribuita all'ente locale fin dal 1977 a seguito del Dpr 61677. Tuttavia è doveroso informare, anche il lettore, che - diversamente da quanto riportato nel commento di Antonio Corbo -l'inerzia registrabile nella materia, è stata considerata da chi scrive talmente incomprensibile e ingiustificata da indurlo ad assumere provvedimenti e azioni incisive ai fini dello sblocco della "ventennale" paralisi. Tra tutte le iniziative mi preme segnalare la sottoscrizione, avvenuta il 25 luglio 2001, tra la Regione Campania e la Soprintendenza di Napoli, del "Protocollo di Intesa per il coordinamento delle funzioni in materia di sanatoria degli interventi edilizi abusivi realizzati in aree soggette a vincolo paesaggistico-ambientale della provincia di Napoli". Tale intesa, unica in Italia, è il frutto di una iniziativa promossa dalla Soprintendenza di Napoli, pienamente condivisa dalla Regione Campania, tant'è che ne ha assunto i contenuti, conferendo a essi valore regolamentare per la definizione della sanabilità e sanatoria dell'abusivismo edilizio. L'impegno della Soprintendenza di Napoli per la risoluzione della materia continua a manifestarsi nella collaborazione prestata a tutti quei Comuni che abbiano mostrato interesse per la redazione del "piano per la valutazione della compatibilità degli interventi edilizi abusivi nel territorio comunale" paesaggisticamente tutelato: strumenti operativi direttamente discendenti dall'attuazione del protocollo menzionato e anche finalizzati alla rimozione delle condizioni di stallo e inerzia registrate sul campo. Tanto è dovuto al lettore per una corretta informazione sul ruolo, responsabilità e competenza istituzionale della Soprintendenza in materia di condono edilizio. La lunga lettera del sovrintendente non fornisce al lettore tre risposte. È vero che sono 90 mila le richieste di condono inevase? È vero che i Comuni attendono i verdetti da vent'anni, sperando finalmente di riscuotere? È vero che questo ritardo condiziona il mercato e chiunque aspetti il condono per poter vendere un immobile? (a. c.)