Riconoscimento del ministero su richiesta della Sovrintendenza di Brescia. Pro-Gest già al lavoro per restituire allo stabilimento la veste progettata da Nervi. La proposta della Sovrintendenza delle belle arti di Brescia è datata 29 giugno 2016. E a fine ottobre è arrivato il decreto del Segretariato regionale del ministero dei Beni culturali: la fabbrica sospesa di Pier Luigi Nervi è ora un "bene immobile di interesse culturale particolarmente importante" e in quanto tale tutelato e vincolato. Vincoli che non riguardano solo il corpo centrale che con i sui cavalletti in cemento disegna da oltre 50 anni lo skyline del Lago di Mezzo, ma anche magazzini, portineria e vasche così come quanto rimane del vecchio fabbricato risalente agli inizi del 900. Questo significa che qualsiasi intervento edile da parte della nuova proprietà Pro-Gest deve essere ora autorizzato dalla soprintendenza, con la quale peraltro la collaborazione era già in corso da mesi data l'intenzione della famiglia Zago di recuperare il progetto originario. Il procedimento di tutela. Ad avviarlo è stata la soprintendenza all'indomani dell'acquisizione della cartiera da parte del gruppo Pro-Gest. Un iter quasi automatico in questi casi, volto a tutelare edifici di valore storico e architettonico là dove sono previsti interventi edilizi. Le fasi successive hanno visto gli esperti di Brescia impegnati in sopralluoghi in viale Poggio Reale, indagini e perimetrazioni del sito sfociati in una relazione storico-artistica inoltrata al Mibact con l'individuazione degli ambiti da tutelare. Eccoli. Gli edifici di inizio 900. E' dell'inizio del secolo scorso, il primo insediamento di una fabbrica per la produzione di pasta cellulosa. Dell'impianto originario resta un aggregato di costruzioni considerate «di evidente pregio» come si legge nella relazione della soprintendenza. Si tratta di edifici dismessi collocati nell'area sud-est: il complesso che comprende il fabbricato a torre classificato come officina, ex assortimento cellulosa; l'edificio a più piani a uso depositi e magazzini; la struttura "porta d'acqua" destinata al carico e scarico del legname per la produzione di pasta cellulosa. L'opera di Nervi. «Rappresenta un pregevole esempio di valore culturale strettamente connesso all'esercizio delle attività produttive». Gli edifici riconosciuti come beni da tutelare sono: il fabbricato con cavalletti e copertura sospesa, il deposito dei prodotti finiti, le palazzine uffici adiacenti al lato est della cartiera, il fabbricato per la produzione di pasta cellulosa, la portineria di accesso all'impianto industriale, il sistema di vasche per la filtrazione e depurazione dell'acqua del lago con impianto di captazione. La fabbrica sospesa. La cartiera Burgo progettata dall'architetto Pier Luigi Nervi, realizzata tra il 1961 e il 1964, «è inquadrabile come una delle sue ultime sperimentazioni» in cui «l'estetica raffinata idealmente subordinata alla funzione (come contenitore per un'enorme macchina continua) si completa nell'ingegnosa intuizione dei quattro cavalletti in cemento armato» che sorreggono con catenarie in acciaio la copertura sospesa. Nel 1974 un incendio distrusse le pareti perimetrali in vetro e metallo e gli interventi sostitutivi che «introdussero tamponamenti in lamiera in luogo dei vetri ne ridussero di fatto l'estetica alterando l'invenzione proposta da Nervi». Il magazzino. Destinato ai prodotti finiti, si trova al confine ovest. Qui gli elementi di sostegno verticali sorreggono una copertura alleggerita attraverso un sistema a nervature brevettato da Nervi nel 1949 e usato in stabilimenti di grandi dimensioni come la Fiat. La produzione pasta legno. In questa struttura il materiale «derivante dalla scortecciatura e triturazione dei tronchi veniva trasferito all'interno tramite movimentazione guidata su binarirulli». I cips di legno con l'utilizzo di acqua e vapore venivano poi trasformati in pasta legno. La portineria. Costruzione bassa a un piano, in cemento armato e rivestimento in mattoni a vista presente nella parte nord, un tempo utilizzata come ingresso portineria, presenta una tecnica costruttiva simile agli altri corpi di fabbrica: funzionale all'uso. Le vasche. Per usare le acque del lago nei processi di lavorazione venne realizzato un impianto di filtraggio e depurazione costituito da un insieme di vasche e un sistema di pompe per la captazione dell'acqua «di particolare pregio per la definizione geometrica delle forme» in cui torna il filo conduttore delle opere di Nervi: «La ricerca di un'estetica in funzione della staticità». I lavori di Pro-Gest. Il recupero è stato affidato a esperti che hanno dapprima proceduto a un'indagine storica concordando il progetto con la soprintendenza. Il primo intervento ha riguardato il rifacimento della copertura della fabbrica sospesa. Ora i lavori si stanno concentrando sulle facciate: eliminati i pannelli in lamiera, verranno ripristinate le vetrate. Utilizzando materiali all'avanguardia, l'obiettivo è di restituire allo stabilimento la sua veste originaria. Quella ideata da Nervi.
MANTOVA-La ex Burgo di Mantova è monumento. Scatta il vincolo culturale
Il ministero dei Beni culturali ha riconosciuto la cartiera Burgo di Brescia come "bene immobile di interesse culturale particolarmente importante" e la ha tutelata e vincolata. La fabbrica, progettata da Pier Luigi Nervi, è stata costruita tra il 1961 e il 1964 e presenta un'estetica raffinata e funzionale. Il progetto di recupero è stato affidato a Pro-Gest, che ha iniziato a lavorare sulla fabbrica dopo aver ricevuto il decreto del ministero. I lavori di recupero sono in corso e si concentrano sulla ripristinazione delle facciate e della copertura della fabbrica sospesa.
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