Il Capo dello Stato al convegno sulle città d'arte: «Anche voi avete avuto esperienza recente di un terremoto che è entrato improvvisamente nella vostra vita e ha svelato tante fragilità» «Grazie a Mantova per aver fatto da apripista come prima città Capitale Italiana della Cultura: è esempio e traino di una sperimentazione offerta a tutta l'Italia e il suo successo smentisce la teoria del provincialismo ai margini geografici di una regione. Ogni città in Italia è centro di un sistema nervoso pensante su cui investire, può essere un moltiplicatore di energia». Sono le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita a Mantova, che sta per chiudere il suo anno da Capitale Italiana della Cultura. Il Capo dello Stato è protagonista di un tour intenso, che nella giornata di venerdì 11 ha toccato Palazzo Te, Palazzo Ducale, Sant'Andrea e Bozzolo, paese natale di don Primo Mazzolari. Mattarella è intervenuto all'apertura del Convegno «Città d'Arte 3.0» - organizzato da Comune di Mantova, Centro Internazionale di Palazzo Te, Regione e Anci - gratificando non solo Mantova ma tutti i territori lontano dagli itinerari più noti, che meritano lo stesso sforzo per emergere, mostrare il loro valore e aiutare il Paese a riprendersi dalla crisi e ora anche dal terremoto. «La nostra crescita in termini di investimento culturale resta inferiore alla media europea: occorre innovare, scommettere su noi stessi, raggiungere quegli standard competitivi di altri Paesi europei. E la cultura deve viaggiare insieme alla coesione sociale: saremo sempre più forti se crescono le opportunità di coloro che hanno meno. Sanno bene i mantovani e i lombardi quanta storia e lavoro siano impressi nelle strade, nelle costruzioni, nei luoghi di vita di ogni giorno. Non è solamente il pil l'indicatore del benessere di un Paese». Mattarella ha poi definito «interlocutori sensibili» il sindaco Mattia Palazzi e il governatore della Lombardia Roberto Maroni, perché « anche voi avete avuto esperienza recente di un terremoto che è entrato improvvisamente nella vostra vita e ha svelato tante fragilità. Con forza d'animo e impegno siete ripartiti, con efficacia. La ricostruzione dei beni culturali e artistici è necessaria, non meno di quella delle case e delle fabbriche, delle scuole e delle piazze, perché i beni culturali e artistici sono parte di un'identità personale e collettiva, e sono moltiplicatori di forza sociale». Mentre è il ministro della cultura Dario Franceschini a ricordare perché l'Italia deve essere più consapevole della sua unicità. «L'Italia ha una peculiarità, non ha un grande museo nazionale ma lo è, e ne ha 4 mila sparsi in ogni città, borgo, angolo naturale. Dobbiamo usare questa caratteristica per evitare il sovraffollamento nelle mete più note. Si dice "governare la crescita", da una parte come museo diffuso e dall'altra come turismo sostenibile trasversale. Millecinquecento case cantoniere che stiamo recuperando, ma anche i fari abbandonati, diventeranno un brand internazionale, come le ciclabili, il turismo lento, l'ospitalità nel territorio. Quel turismo non di nicchia, voluto da milioni di persone. Mantova ha dimostrato che questo è possibile, ha fatto un lavoro che sarà di modello per gli anni a venire e ha dato il via all'impegno delle città come capitali. Con Pistoia nel 2017, siamo al lavoro per scegliere la capitale 2018».
MANTOVA-Mattarella a Mantova: Dopo il sisma ricostruire anche i beni culturali
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato Mantova, che sta per chiudere il suo anno come Capitale Italiana della Cultura. Mattarella ha espresso la sua gratitudine per il successo del convegno "Città d'Arte 3.0" e ha sottolineato l'importanza di innovare e scommettere su se stessi per raggiungere standard competitivi di altri Paesi europei. Ha anche enfatizzato l'importanza della cultura per la coesione sociale e ha definito interlocutori sensibili il sindaco di Mantova e il governatore della Lombardia.
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