I due monumenti storici, già danneggiati da tempo e incuria, subiscono le sollecitazioni del terremoto. Ma i progetti di riqualificazione sono fermi Crepe larghe tanto da riuscire a inserirci dentro una mano. Un buco che negli anni è diventato una voragine che mostra le interiora del muro di cinta e con il tufo spaccato che resiste alle lungaggini burocratiche e all'incuria. Cartacce e buste di plastica di gente incivile, nascoste dietro le transenne di legno poste anni fa per proteggere i passanti dalla possibile caduta di massi e detriti. Resiste il cartello dei lavori di monitoraggio del 2011, anche se ormai è scolorito. Si presenta così la zona di Porta San Biagio, monumento del XII secolo, e delle sue mura che, con le ultime scosse di terremoto ha subito sollecitazioni non indifferenti. Come le Torri Montanare, monumenti che, stando al report del Comune, non sono state ancora visionate dai tecnici. Nelle ore seguite all'ultima, forte, scossa di domenica l'amministrazione comunale ha dato precedenza alle scuole. Controlli sono stati eseguiti anche nei due palazzetti e nei cimiteri, ma non ai due monumenti simbolo di Lanciano: Porta San Biagio e le Torri Montanare, in bilico da anni. Controlli tecnici a parte, le condizioni in cui versano i due monumenti si notano ad occhio nudo. A Porta San Biagio, in realtà, ci sono tre sonde poste sulle crepe maggiori col compito di monitorarle. Ma dal 2005 a oggi, dopo alluvioni e smottamenti nel 2011 e 2013, la situazione è diventata critica. Anche i terremoti sollecitano le mura e l'abitato di Lancianovecchia. Per San Biagio sono pronti da oltre un anno 400.000 euro di fondi regionali per il consolidamento, ma non c'è ancora il progetto esecutivo con l'appalto dei lavori. «I 400.000 euro la Regione li ha dati un anno fa», spiega l'assessore ai lavori pubblici Pino Valente, «ma ci sono stati cambiamenti nei progetti iniziali e sono servite nuove autorizzazioni, sia dalla Soprintendenza sia dalla Regione, che hanno rallentato l'iter. Siamo in dirittura di arrivo, ai progetti esecutivi: dopo potremo appaltare i lavori». Che prevedono la chiusura della voragine apertasi dal 2005, un muro ulteriore di contenimento, il consolidamento della torretta, un sistema di drenaggio delle acque per evitare infiltrazioni, il ripristino dell'accesso al parcheggio di via Per Frisa. Si attende quindi l'appalto. Che è ben lontano, invece, per il consolidamento delle Torri Montanare. Qui ci sono rigonfiamenti, mattoni e pietre che si staccano sul versante di via Spaventa e di via Paul Harris (dove fanno capolino buste dell'immondizia gettate a terra), alberi che continuano a crescere tra le mura minandone la stabilità. Anche qui era stato fatto un progetto di consolidamento da 900.000 euro, ma non ci sono i finanziamenti. «La parte del parapetto, del camminatoio è sempre più in bilico», dice l'architetto Umberto Nasuti, presidente dell'associazione Sant'Egidio, «la parte che ridà sulla vecchia palestra dei Funai scricchiola, come sono ormai marce le assi di legno all'interno della torre. Da anni chiedo al Comune di intervenire prima che sia troppo tardi, prima di nuovi crolli. Ora è giusto dare priorità alle scuole. Anzi, per me si dovrebbe realizzare un nuovo polo scolastico per evitare problemi. Ma questi monumenti da anni chiedono aiuto». Il progetto di consolidamento delle Torri è pronto, infatti, da cinque anni, redatto dall'ufficio lavori pubblici con l'ingegnere Fausto Boccabella, che mesi fa ha consegnato progetti in Regione quasi da sei milioni di euro per le frane, ma non sono arrivate risposte.
LANCIANO. Crepe e degrado minano le Torri e Porta San Biagio
Due monumenti storici di Lanciano, Porta San Biagio e le Torri Montanare, sono stati danneggiati dal terremoto. I progetti di riqualificazione sono stati fermati a causa di problemi burocratici e di mancanza di fondi. A Porta San Biagio, sono pronti 400.000 euro di fondi regionali per il consolidamento, ma non c'è ancora il progetto esecutivo. Le Torri Montanare, invece, hanno un progetto di consolidamento da 900.000 euro, ma non ci sono i finanziamenti. Le condizioni di degrado delle due strutture sono critiche e richiedono un intervento urgente.
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