Se "Archeologia a chilometro zero" partita a gennaio ha dato la possibilità a migliaia di persone di visitare i siti della Marsica, "Marsica open archaeology", iniziativa promossa anch'essa dalla Soprintendenza, ripropone con forza la necessità di un museo che accolga tutti i reperti venuti alla luce in oltre 60 anni di scavi. Alcuni tra i più significativi di questi reperti, fino a domenica, dalle 10 alle 19, sono esposti nel palazzo Torlonia di Avezzano. E l'interesse anche di forestieri per questa mostra dimostra quale formidabile fonte di attrazione turistica potrebbe rappresentare per la Marsica la valorizzazione del patrimonio archeologico. I reperti esposti vanno dalla preistoria all'epoca romana. L'età preistorica è rappresentata da un ciottolo dipinto rinvenuto in una cava ad Ortucchio, attribuito al Paleolitico superiore. La forma suggerisce il profilo di una figura umana con decorazione in ocra. Del periodo italico è il corredo di una tomba femminile rinvenuta ad Avezzano durante gli scavi preventivi per la realizzazione dell'Interporto. Il corredo è costituito da due dischi di bronzo, fibule in ferro, anelli d'argento, una ciotola di bronzo, una fusaiola con decorazione a svastiche e rocchetti in terracotta. Uno spazio è dedicato al Santuario di Angizia, dove nel 2003 furono rinvenute le tre statue, di cui una in terracotta e due di marmo. Di Alba Fucens, la colonia latina della fine del IV secolo a.C., viene presentata la statua di Venere insieme al bustino in bronzo di Agrippina, moglie dell'imperatore Claudio. Non potevano mancare i due pregevoli letti funerari in osso esposti di recente, dopo il restauro, ad Aielli, dove nel 1936 ne furono recuperati i frammenti. Infine la riproduzione della camera di una tomba scavata nel 2011, a Ortucchio, presenta i reperti nella loro collocazione originaria. «Potere visitare tutti questi importanti reperti insieme», rileva Emanuela Ceccaroni, funzionaria della Soprintendenza e responsabile degli scavi nella Marsica, «è un'occasione rara. L'intenzione è stimolare la realizzazione di un unico museo archeologico della Marsica».
AVEZZANO - Archeologia a chilometro zero Una mostra a Palazzo Torlonia
La mostra "Marsica open archaeology" è stata inaugurata a gennaio e offre la possibilità di visitare i siti della Marsica. La mostra ripropone la necessità di un museo che accolga tutti i reperti archeologici venuti alla luce in oltre 60 anni di scavi. I reperti esposti includono oggetti dalla preistoria all'epoca romana, come un ciottolo dipinto, un corredo di una tomba femminile, statue del Santuario di Angizia e un bustino in bronzo di Agrippina. La mostra dimostra l'interesse di forestieri per la valorizzazione del patrimonio archeologico della Marsica. L'intenzione è stimolare la realizzazione di un unico museo archeologico della Marsica.
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