«SEMBRAVA una missione impossibile. E invece ecco L'ultima cena di Giorgio Vasari restituita, dopo 50 anni, in tutta la sua bellezza, a Firenze». Prada ha, da sempre, a cuore l'arte. Ha contribuito al restauro del capolavoro del Vasari «ma vinta una sfida ora ne abbiamo un'altra da fronteggiare», ha spiegato Patrizio Bertelli, l'amministratore delegato di Prada, che ieri da Firenze, ha lanciato un appello «alle società piccole, medie e grandi per contribuire alla ricostruzione del centro Italia devastato dal terremoto». «I danni sono enormi ha ricordato ma lo Stato da solo non potrà riparare tutto. Ci vogliono capitali ingenti. La priorità va data ai cittadini, alle imprese agricole e agli allevamenti. Ma per chiese e monumenti spetta ai privati intervenire». E ha aggiunto: «Il Governo non ha la bacchetta magica. Spesso ci si dimentica che lo Stato siamo noi e dobbiamo dare il nostro contributo ». Patrizio Bertelli ha lanciato il suo appello alla cerimonia per la presentazione dell'Ultima cena del Vasari, alla quale hanno preso parte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini e il sindaco Dario Nardella. L'Ultima cena, svelata ieri nel refettorio di Santa Croce, è un sogno che si avvera grazie al contributo di diversi mecenati. Prada, innanzitutto, che ha finanziato, con 350 mila euro, il restauro della parte pittorica, che sembrava irrimediabilmente danneggiata, mentre la Getty Foundation (con 300 mila euro) si è occupata del recupero del supporto ligneo, più la Protezione Civile che ha permesso di fare tutti gli studi preparatori, con un investimento di circa 200 mila euro. «Per me è motivo d'orgoglio aver contribuito alla rinascita dell'Ultima cena ha spiegato Patrizio Bertelli Io sono toscano, le mie radici sono ad Arezzo, dove sono nato in una casa in piazza Grande, su cui si affaccia il loggiato del Vasari, dove da ragazzo andavo a giocare a pallone con gli amici. E, lo ammetto, per me il restauro del Vasari è fonte anche di grande emozione». E ha ricordato: «Ma il nostro intervento non è stato casuale. Sono anni che Prada collabora con il Fai per il restauro del patrimonio artistico e architettonico italiano, in diverse parti del territorio nazionale. E quando il Fai ci ha proposto di sostenere, tramite l'Opificio delle Pietre Dure, il recupero di un'opera così importante, abbiamo accettato con entusiasmo ». L'Ultima Cena, una delle opere più belle ma anche più gravemente danneggiate dall'alluvione del 1966, torna a nuova vita dopo 10 anni di cure intensive. «Merito dei restauratori dell'Opificio fiorentino, diretto da Marco Ciatti, che con passione, tenacia e perizia, hanno vinto una sfida nei confronti di un destino, apparentemente ineluttabile, di fronte al quale non si è mai voluto chinare il capo», dice Bertelli. «In questo momento ricorda Bertelli mantenere vivi un sapere, una mentalità e una sensibilità che riconoscono il valore del patrimonio artistico è una cosa fondamentale». Per l'Italia ma anche «come esempio da dare alle generazioni più giovani».
"La nostra sfida per salvare l'arte perduta"
Patrizio Bertelli, amministratore delegato di Prada, ha lanciato un appello alle società per contribuire alla ricostruzione del centro Italia devastato dal terremoto. I danni sono enormi e lo Stato da solo non potrà riparare tutto. Ci vogliono capitali ingenti. La priorità va data ai cittadini, alle imprese agricole e agli allevamenti. Ma per chiese e monumenti spetta ai privati intervenire. Bertelli ha spiegato che il Governo non ha la bacchetta magica e che lo Stato siamo noi e dobbiamo dare il nostro contributo. Ha anche ricordato che Prada ha finanziato il restauro dell'Ultima Cena di Giorgio Vasari con 350 mila euro.
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