Il condono è morto, viva il condono. Mentre dal Dpef spariscono misteriosamente le promesse sulla fine della una tantum, basta rivedere le sedute parlamentari degli ultimi due mesi per appurare che l'allegro ricorso ai condoni continua senza sosta. Uno in particolare riguarda un argomento di grande attualità: si tratta della cosiddetta sanatoria sulla lotta all'evasione fiscale. Lo scorso 24 giugno, il procuratore generale della Corte dei Conti, Vincenzo Apicella, denunciava questo «sommergibile» infilato dalla maggioranza nel decreto sulla competitivita. La sanatoria per le agenzie di riscossione in realtà era una vecchia pensata dell'ex ministro dell'Economia, Tremonti, ideata in attesa di una riforma organica della riscossione. Rispolverata in occasione della scorsa finanziaria, è stata poi modificata nel decreto competitivita approvato a maggio e ora è legge. Apicella, a fine giugno, stigmatizzava il silenzio stampa sulla sanatoria e ne spiegava il senso: dato il grande insuccesso negli ultimi cinque anni del recupero delle somme evase al fisco affidate ai concessionari (il 5 del totale), la maggioranza aveva deciso di sanare le responsabilità amministrative dei concessionari con un condono «di tre euro per abitante residente nell'ambito territoriale affidato in concessione». Per il pg della Corte dei Conti la sanatoria è arrivata proprio mentre i magistrati contabili «stavano intervenendo» e le procure regionali «affondavano il bisturi nel bubbone della cattiva gestione». Insomma, un condono eseguito «con criteri balordi» secondo Apicella, che aggiungeva sconsolato: «faccio appello al ministro delle Finanze perché ne promuova entro breve una uguale e contraria». E concludeva con l'eterno mantra della Corte dei Conti: interrompiamo «la stagione del perdono». Governo battuto. La maggioranza invece ha fatto orecchie da mercante e in quei giorni è andata avanti come un treno sulla sanatoria previdenziale presentata come emendamento al disegno di legge sulla competitivita. Si trattava dei giorni post-congresso-An e post-consiglio-Udc e l'Aula della Camera versava in un discreto caos. Nel giro di due giorni, sul disegno di legge, il governo è stato battuto otto volte su emendamenti di maggioranza e opposizione. Così è passato anche, contro il parere del governo, l'emendamento su "condono previdenziale", detto dagli animi più sensibili anche "della regolarizzazione contributiva ". Il governo ne ha prontamente promesso la cancellazione in itinere. Ora il ddl passa al Senato, e lì si vedrà. Buttiqlione tremontiano. Sull'argomento una tantum si è registrato intanto ieri l'intervento del ministro dei Beni culturali, Buttiglione, che ha sottolineato come il ricorso alle una tantum per riequilibrare i conti pubblici «forse ha avuto anche una funzione positiva». Sulla sparizione dal Dpef dell'impegno a non farvi più ricorso il ministro centrista ha osservato che non merita un'importanza «più che stilistica». Ma, ha aggiunto, «probabilmente si vuoi dire che il ricorso alle una tantum non è proprio da condannare» Buttiglione ha spiegato con ciò di voler «spezzare per una volta una lancia a favore di Tremonti» . Ma resta l'interrogativo sul futuro, e in particolare sulla prossima finanziaria. Bruxelles ha imposto 10 miliardi di interventi strutturali a riduzione del deficit. Ma ha lasciato di fatto al governo la possibilità di decidere piuttosto liberamente come finanziare le annunciate misure per il rilancio della crescita. Una tantum comprese.
I condoni sono spariti dal Dpef, ma impazzano nei dibattiti in Aula
Il governo ha approvato un decreto sulla competitivita che prevede una sanatoria sulla lotta all'evasione fiscale. La sanatoria è stata presentata come un condono per le agenzie di riscossione, ma il procuratore generale della Corte dei Conti, Vincenzo Apicella, ha criticato il silenzio stampa sulla sanatoria e ha spiegato che è stata decisa per sanare le responsabilità amministrative dei concessionari di riscossione. La sanatoria prevede un condono di 3 euro per abitante residente nell'ambito territoriale affidato in concessione. La Corte dei Conti ha criticato il condono come essere stato eseguito con criteri balordi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo