«NON chiuderà». È la promessa del soprintendente Claudio Parisi Presicce che - proprio durante i tour guidati dell'ultimo giorno di apertura - assicura la continuazione delle visite al bunker di Villa Torlonia, voluto da Mussolini durante il secondo conflitto mondiale. Risale al 2014 l'apertura al pubblico, che da allora ha portato oltre 12mila persone a quattro metri di profondità, alla scoperta delle stanze in cemento armato che avrebbero dovuto proteggere in caso di bombardamento. Ieri invece lo scadere della concessione all'associazione "Sotterranei di Roma" e la corsa al biglietto degli appassionati di storia, nel timore di vedere chiusi gli ingressi dei rifugi. Poi è arrivata la sorpresa, perché se «già all'inizio dell'anno prossimo riassegneremo i rifugi a un privato, con un bando in pubblicazione tra poche settimane assicura Presicce - nel mentre sarà il personale della soprintendenza a permettere l'accesso, assicurando un tour guidato a tutti quelli che si prenoteranno (al numero 060608, ndr) ». E allora il momentaneo stop alle visite del bunker - qualche giorno, per riallestire gli spazi - non frena l'ascesa di Villa Torlonia, con visitatori in costante aumento (10,6 dal 2014 al 2015, 85.918 in un anno) e un'offerta culturale che spazia dalle vetrate d'arte della Casina delle Civette alla collezione statuaria del Casino Nobile, fino al rinnovato teatro, che anche a novembre offre una programmazione tra musica e drammaturgia. Ma il prezioso puzzle di cultura sul parco sulla Nomentana si prepara ad ampliarsi ancora, perché Presicce annuncia, «all'inizio del prossimo anno, l'apertura della Serra moresca». Il gioiello ottocentesco è stato restaurato tra 2010 e 2011 e già da un lustro è in stato d'abbandono, circondato da sterpaglie incolte e da un'alta recinzione, che finora sembra aver protetto dai vandali le delicate vetrate colorate che lo impreziosiscono. Anche qui è in preparazione un bando per l'affi-damento a privati, come nel caso del rifugio ricavato nell'antica cantina della Villa e del bunker mussoliniano, mai completato e con tutta probabilità mai utilizzato. «Sarebbe un peccato se questi spazi densi di storia restassero chiusi dopo la scadenza della concessione - commenta Lorenzo Grassi dell'associazione "Sotterranei di Roma" - perché in questi due anni abbiamo visto l'entusiasmo del pubblico di ogni età, dai bambini delle scuole agli anziani del quartiere che, visitando il bunker, ricordano con gli occhi lucidi quel 25 luglio del '43, giorno della caduta del fascismo». Facile capire il perché di tanto fascino racchiuso in cunicoli grigi e anonimi. Basta mettere piede nel rifugio ricavato proprio sotto al Casino Nobile. Qui il ricordo della guerra del Novecento dialoga con le architetture neoclassiche in superficie, ma si intreccia anche all'antichità perché, sporgendosi in una feritoria non restaurata, si intravedono ancora le tombe romane rinvenute durante gli scavi. Nel 2015 il parco-museo sulla Nomentana è stato visitato da 85mila persone con una crescita del 10