Nei cinque fine settimana di ottobre l'hanno visitata oltre 15mila persone. Ma da ieri è di nuovo chiusa al pubblico. La chiesa di Santa Caterina, in piazza Bellini all'angolo con piazza Pretoria, gioiello barocco della città riaperta con le "Vie dei tesori" dopo tre anni di chiusura, adesso aspetta che qualcuno si faccia avanti per tenerla aperta stabilmente. E, visto il successo della manifestazione, le richieste sono tante. Associazioni culturali e privati cittadini che non ci stanno a vedere quel portone sbarrato. E la Curia sta vagliando alcune ipotesi. «Per prima cosa dicono dalla Curia il vescovo nominerà un responsabile della chiesa. Poi terremo conto delle richieste che ci sono pervenute. La chiesa di Santa Caterina è patrimonio della città e alla città deve tornare». Il vescovo, dunque, nominerà un sacerdote responsabile che potrebbe farsi carico della celebrazione dei matrimoni. A farsi avanti per la chiesa di Santa Caterina è l'associazione Itiner'Ars che l'ha tenuta aperta 365 giorni all'anno dal 2007 al 2014, quando poi è stata sequestrata per pericolo crolli. «Abbiamo sempre avuto un rapporto di fiducia con le monache che ci avevano affidato la chiesa dice Grazia Bellardita, presidente di Itiner'ars L'abbiamo sempre tenuta aperta e dopo la fine dei lavori abbiamo di nuovo chiesto alla Curia di farcene carico. Il dialogo è aperto, ma non abbiamo avuto risposte certe». Resterà aperto al pubblico, ma solo la mattina e la prima domenica del mese, il villino Favaloro in piazza Virgilio. In attesa che diventi Museo della fotografia, infatti, la Soprintendenza ai Beni culturali ha trovato dei custodi per renderlo fruibile almeno in parte. Fra i luoghi che cercano di sfuggire all'oblio ci sono anche beni privati. È il caso di Villa Pottino, ultimo esempio Liberty di via Notarbartolo. Gli eredi anche dopo "Le vie dei tesori" stanno cercando una strada per proseguire con le visite guidate. L'idea è quella di vendere un pacchetto al costo di 20 euro: aperitivo- cena, concerto e visita guidata. «Potrebbe essere la chiave per sostenere i tanti costi che abbiamo in villa dice Geraldine Piazza, una degli eredi Soltanto per le potature abbiamo speso 8mila euro. Abbiamo visto che la gente è molto curiosa, ci sono stati oltre 2mila visitatori ogni fine settimana, e il fatto che siamo noi stessi i ciceroni attrae pubblico». L'altra strada sarebbe quella di trovare la cifra di 30mila euro per affrontare dei lavori di ristrutturazione che renderebbero fruibile la villa come sala trattenimenti. «Affittandola per cerimonie continua la Piazza avremmo un ritorno economico certo. Ma serve un investimento di base che non possiamo permetterci ». Ecco perché la villa è destinata alla vendita. Fra i luoghi più visitati de "Le vie dei tesori" c'è anche il Rifugio antiaereo sotto Palazzo delle Aquile con oltre 12mila presenze. Il Comune sta studiando una formula per tenerlo aperto al pubblico: farlo rientrare, per esempio, in un itinerario turistico- culturale sui luoghi della Seconda guerra mondiale con l'ausilio di alcuni studiosi dell'Ateneo. «Ci vuole del personale competente dice Totò Orlando, presidente del Consiglio comunale Ci stanno arrivando delle proposte che passeranno presto al vaglio dell'amministrazione» . E l'Università di Palermo promette di tenere aperta stabilmente la cappella dei Falegnami, all'interno della facoltà di Giurisprudenza, che ha richiamato tanto pubblico per "Le vie dei tesori" e che di solito è chiusa. «Abbiamo fatto una prova generale con "Le vie dei tesori" dice Massimo Midiri, delegato del rettore per i sistemi museali e non abbiamo intenzione di sprecare questa occasione. In un paio di settimane andremo a regime, con accesso guidato, grazie al personale del nostro dipartimento». Anche sul Miqveh, il bagno rituale dell'antico quartiere ebraico nell'atrio di Palazzo Marchesi in piazza Santissimi Quaranta Martiri e sulla Gipsoteca di Palazzo Ziino, sede dell'assessorato alla Cultura, il Comune ha dei progetti per restituirli alla città. La Gipsoteca sarà fruibile con dei "percorsi tattici e sensoriali" dedicati alle persone non vedenti, ma non solo. Per Palazzo Marchesi che dovrebbe diventare sede del Centro sulla cultura ebraica, con il Miqveh come cuore pulsante, ci vorrà più tempo. «In attesa di fare dei lavori di recupero a Palazzo Marchesi dice Andrea Cusumano, assessore alla Cultura il Miqveh sarà aperto saltuariamente. Anche la Gipsoteca richiede lavori all'impianto elettrico, ma sono già in calendario. L'obiettivo è renderli fruibili con un sistema di sinergia con altre realtà ed estendere il modello "Vie dei tesori" ad altri luoghi comunali per tutto l'anno».
Dal rifugio alla chiesa di Santa Caterina le strategie per tenere aperti i monumenti
Il Comune di Palermo ha deciso di chiudere la chiesa di Santa Caterina, patrimonio della città, al pubblico. La chiesa, che è stata aperta con le "Vie dei tesori" dopo tre anni di chiusura, aspetta che qualcuno si faccia avanti per tenerla aperta stabilmente. L'associazione Itiner'ars ha richiesto di farne carico, ma la Curia non ha ancora risposto. La chiesa sarà aperta solo la mattina e la prima domenica del mese. In attesa che diventi Museo della fotografia, il villino Favaloro in piazza Virgilio sarà aperto al pubblico. La Soprintendenza ai Beni culturali ha trovato dei custodi per renderlo fruibile almeno in parte.
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